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Briki Lassaad

Briki Lassaad

"Un ragazzo insospettabile, ma ora ci chiediamo: chi sono gli altri?"

A dirlo Giampaolo Seniga, responsabile del personale della Linea verde, l'azienda dove l'aspirante jihadista Briki Lassaad faceva le pulizie di notte

Briki Lassaad pensava per sé un futuro da jihadista. A capirlo, prima che fosse troppo tardi, la Digos e la Procura di Milano, che lo hanno fermato insieme a Muhammad Waqas, evitando che dalla militanza virtuale passasse a quella reale. Tra gli obiettivi della coppia di aspiranti terroristi, la stazione e la base militare di Ghedi. Briki, 35enne tunisino, abitava da alcuni anni a Manerbio e lavorava come addetto esterno all'azienda Linea Verde. Faceva le pulizie di notte, quando gli impianti di produzione si spegnevano.

Nessuno nutriva alcun sospetto sul suo conto, come spiega Giampaolo Seniga, responsabile del personale: "Era in regola con i documenti, sembrava un ragazzo tranquillo e non ha mai dato problemi, quando abbiamo letto la notizia dell'arresto siamo rimasti tutti molto sorpresi. Ma da quando è uscito il caso ci siamo chiesti tutti chi fosse veramente e chi siano tutti gli altri incaricati delle pulizie”.

Dalle intercettazioni telefoniche è emerso che Briki voleva dare fuoco alla vostra ditta?
”Sono sorpreso, ma non spaventato, perché non ci sarebbe mai riuscito a realizzare il suo piano. Le misure di sicurezza son elevate: ci sono le telecamere e di notte il personale di sorveglianza armato presidia la zona".

Teme che Briki avesse convinto qualche collega a unirsi alla causa dell'Isis? 
"Proprio qualche ora fa mi ha chiamato la Digos di Milano per rassicurarmi su questa questione e dirmi che escludono altri collegamenti con il personale, sia esterno che interno, che lavora qui. Non posso sospettare di tutti, è un caso isolato, un delinquente fanatico che ha agito per conto suo. Non ne facciamo un caso, altrimenti ogni extracomunitario con la barba potrebbe diventare un potenziale Jihadista agli occhi della gente. Certo, da questa vicenda abbiamo preso coscienza che l'Isis non un problema così lontano come sembra e non è una sensazione piacevole".

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