"Si erano preparati per commettere attentati", arrestati due presunti terroristi

Dei due fermati, uno è un camionista italiano convertitosi all'Islam. Vive a Brescia, dove si è sposato con una ragazza marocchina

Giuseppe Frittitta (fonte Facebook)

Erano in possesso di materiale che inneggiava all'Isis e lo divulgavano tramite i social network, nel tempo libero poi si esercitavano su come sabotare i servizi pubblici e studiavano le tecniche dei kamikaze. Con questa accusa la polizia ha fermato due persone, che secondo la Procura sarebbero "radicalizzati". Si tratta di Giuseppe Frittitta, camionista palermitano di 24 anni che vive a Brescia, e di Ossama Ghafir, marocchino di 18 anni residente a Cerano (Novara). Sono ritenuti responsabili a vario titolo di reati in materia di terrorismo.

L'operazione è stata denominata "Jannah". A svolgere le indagini sono stati gli uomini della sezione Antiterrorismo della Digos palermitana.

Frittitta - che si faceva chiamare Yusuf - nei giorni scorsi si è sposato a Brescia con una cittadina marocchina. Secondo l'accusa, dopo essersi convertito all’Islam e avrebbe "pubblicamente fatto apologia di più delitti in materia di terrorismo, condividendo materiale avente carattere estremista-jihadista e mantenendo i contatti con soggetti, italiani e non, convertiti alla fede islamica noti per il loro livello di radicalizzazione". 

La propaganda avveniva tramite Facebook e Instagram condividendo materiale dell’estremismo jihadista e soprattutto dello Stato Islamico (Daesh). Si tratta sia di schede infografiche, istruzioni, mappe, vessilli, testi di discorsi estremisti con il simbolo dell’Isis, foto e video con scene e canti di guerra, immagini di guerriglieri, video di esplosioni e di combattimenti. Il materiale arrivava a lui grazie a internet. Per la polizia "lo riceveva da soggetti vicini all’estremismo islamico residenti su tutto il territorio nazionale, tra cui alcuni propugnatori dell’ideologia salafita e della imposizione anche violenta delle regole della Sharia nel mondo occidentale e in Italia in particolare". Il suo fermo è stato eseguito dagli agenti della Digos palermitana con l’ausilio dei colleghi sul posto.

L’indagato ha avviato il proprio processo di radicalizzazione nel 2017, iniziando a frequentare un luogo di culto islamico della provincia di Palermo. Successivamente, dopo aver conseguito l’abilitazione alla conduzione di mezzi pesanti, si è trasferito per motivi di lavoro, nelle zone del Nord, dove ha accresciuto il suo livello di radicalizzazione, frequentando assiduamente luoghi di culto della provincia di Monza-Brianza e intensificando le relazioni di amicizia con Ghafir e altri soggetti italiani convertiti alla fede islamica, nonché con cittadini stranieri "che pongono in essere condotte che evidenziano forme di estremismo preoccupanti". 

Per l'accusa Ghafir invece è responsabile dei reati di istigazione a delinquere per avere convinto Frittitta a "compiere delitti di terrorismo internazionale inviandogli attraverso strumenti informatici e telematici materiale di propaganda dello Stato Islamico, informazioni relative ai combattimenti in corso in Siria, canti di guerra, video propagandistici e di combattimenti, vessilli e immagini di guerre, e invitandolo ripetutamente ad addestrarsi per recarsi a combattere nei territori occupati dallo Stato Islamico".

Il suo fermo è stato eseguito nella provincia di Novara dagli agenti della Digos palermitana, con l’ausilio dei colleghi piemontesi.

Agli indagati sono stati contestati i reati di addestramento ad attività con finalità di terrorismo anche internazionale per essersi addestrati, sia insieme sia separatamente, "per il compimento di atti di natura terroristica". Secondo quanto emerso dalle indagini hanno "acquisito, anche autonomamente, istruzioni per il compimento di atti di violenza, sabotaggio di servizi pubblici essenziali, anche rivolti contro uno Stato estero, e in particolare addestrandosi all’uso di armi, allenandosi per raggiungere una preparazione fisica e militare idonea a combattere a fianco dei miliziani dell’Isis in Siria o in altre località, entrando in possesso di materiale video contenente istruzioni per la partecipazione a tali combattimenti anche attraverso lo studio di tecniche di guerriglia e materiale relativo ad azioni di martirio con le tecniche dei kamikaze cui si ispirano". Tutti comportamenti "univocamente finalizzati alla commissione di condotte con finalità di terrorismo per arrecare grave danno a più Paesi, sia mediorientali che europei, e compiute allo scopo di intimidire la popolazione o destabilizzare o distruggere le strutture politiche fondamentali, costituzionali, economiche e sociali di tali Stati".

Fonte: Palermotoday.it

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