«L’unione fa la forza!» Uno sviluppo comune per la Franciacorta

Accordo raggiunto tra i Comuni della Franciacorta per lavorare insieme allo sviluppo del proprio territorio. Da Erbusco a Rovato, da Cologne a Iseo, tutti insieme per "unire le forze e puntare a scelte territoriali di qualità"

Se il detto “l’unione fa la forza” è generalmente vero, lo è ancora di più in tempi di crisi e di recessione economica. Per questo i Comuni della Franciacorta (Erbusco, Adro, Capriolo, Cazzago San Martino, Cellatica, Coccaglio, Cologne, Corte Franca, Gussago, Iseo, Monticelli Brusati, Ome, Paderno Franciacorta, Paratico, Passirano, Provaglio di Iseo, Rodengo Saiano e Rovato) hanno deciso di lavorare insieme per lo sviluppo del proprio territorio. Già nel corso del 2011 i Comuni franciacortini avevano partecipato al progetto, sostenuto dalla Fondazione Cogeme Onlus, relativo allo ‘Studio di fattibilità Terre della Franciacorta’,finalizzato all'avvio del piano strategico per lo sviluppo socio-economico e culturale del territorio che preveda la partecipazione pubblico-privata nelle azioni e negli investimenti che caratterizzeranno il futuro della Franciacorta.

Ora l’impegno di collaborazione è passato alle amministrazioni stesse, ed Erbusco, nella seduta di consiglio del 14 marzo, ha approvato l’accordo di collaborazione che costituisce il primo passo per una gestione associata del territorio tra i comuni della Franciacorta. “In tal modo si sta costruendo la Franciacorta dei Sindaci - ha commentato il primo cittadino Isabella Nodari - allo scopo di garantire unitarietà e uniformità di intenti e decisioni, per poter parlare alle istituzioni sovralocali in nome e per conto di tutti i comuni coinvolti”.

Il patto stipulato fra le amministrazioni pubbliche ha come fine ultimo la volontà di promuovere in Franciacorta un’idea condivisa di sviluppo socio-economico che sia caratterizzato da un miglioramento della qualità della vita e dalla competitività, una strategia che valorizzi il territorio e le sue peculiarità identificando alcune linee guida, e un tavolo di regia tra tutti coloro che concorrono al suo sviluppo, pubblici e privati. L’idea è quella di creare un vero e proprio ‘Sistema Franciacorta’ per rendere più coerenti gli obiettivi di sviluppo e le scelte attuative, migliorando la capacità di attrarre investimenti e intercettando finanziamenti come ‘sistema territoriale’.

Tra i Comuni coinvolti si arriverà a redigere un piano strategico di area vasta per la Franciacorta che prevede il coinvolgimento dei vari attori presenti affinché, ognuno nel proprio ruolo e in maniera sinergica, possa contribuire al percorso di sviluppo di un territorio complesso. Pensare in termini di area vasta e non solo in termini dei propri confini comunali significa andar oltre il semplice localismo che spesso contraddistingue i campanili e quindi avvalersi delle sinergie ed economie di scala che la collaborazione e la cooperazione favorisce. “Le attività in collaborazione e in gestione associata tra più enti locali - fanno sapere delle amministrazioni coinvolte - producono sempre sinergie positive, economie di scala, abbattono i costi fissi unitari di servizio a vantaggio dell'efficienza, dell'efficacia, dell'economicità e della qualità dell'azione amministrativa”.

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“Unire le singole forze per arrivare ad un bene più grande è un’opportunità che non possiamo perdere per puntare a sviluppare scelte territoriali di qualità - aggiunge ancora Isabella Nodari - Qualità nel vivere, nel lavorarci, nell'azienda, nell'industria, nel vitivinicolo, nel dare servizi, nel  migliorare la viabilità, nel recuperare il patrimonio storico-culturale, nel costruire ciclopedonalità, nel trovare sinergie con il privato investitore per creare strutture che possano incentivare il turismo, nel restituire dignità a dei luoghi che troppo spesso sono stati sfruttati a fini speculativi senza che vi fossero necessari e compensativi interventi a livello ambientale e occupazionale”.

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