Tav Brescia-Verona, i finanziamenti sono già "spariti"

La Commissione europea spiazza l'Italia: il progetto non sarebbe mai stato finanziato. Inesistenti dunque i circa 2 miliardi di euro che secondo l'ex ministro Lupi sarebbero stati anticipati dalla «Bei» per l'avvio dei cantieri

Foto di repertorio

"La Banca europea per gli investimenti, la Bei, non ha finanziato la Tav Brescia/Padova perché...nessuno ha ancora chiesto nulla! E non sarà annullata nessuna delibera del Cipe perché...non ce ne sono". Questa la replica riportata da L'Arena dei parlamentari veronesi del Partito Democratico Alessia Rotta e Vincenzo D'Arienzo. Il messaggio è indirizzato a Marco Zanni, eurodeputato del Movimento 5 Stelle, cha ha posto la questione allla Commissione Ue sotto forma di interrogazione scritta, e a Gianni Benciolini, capogruppo del M5S in Consiglio comunale che ha girato il documento anche all'Olaf, l'ufficio europeo per la lotta alle frodi.

Al centro della bagarre la riposta data da Violeta Bulc, commissario europeo ai trasporti, ai due politici pentastellati: "La Commissione desidera informare l'onorevole parlamentare che la Banca europea per gli investimenti (Bei) non ha approvato e attualmente non è coinvolta nel progetto citato nell'interrogazione". Da questo, si sarebbe concluso che i quasi due miliardi di euro di finanziamenti da parte della Bei citati dall'ex ministro Lupi in realtà non erano stati stanziati. L'ex ministro alle Infrastrutture aveva parlato anche di scadenze da rispettare per ottenere tali finanziamenti.

Su L'Arena, la replica dettagliata di D'Arienzo: "Com'è noto a tutti, tranne evidentemente al Movimento 5 Stelle, per le tre tratte che compongono il percorso Brescia-Padova il livello di progettazione non è tale da consentire la richiesta di finanziamenti alla Bei o ad altre banche". A cui Rotta aggiunge: "Infatti, le tratte Brescia-Verona e Verona-Padova attualmente non sono progettate a livello definitivo ed entrambe devono ancora essere approvate dal Cipe".

D'Arienzo riporta l'attenzione sulla questione finanziamenti: "I tre miliardi per il lotto Brescia-Verona ci sono e sono reali, perché soldi italiani. Con la legge di stabilità 2015 il Governo ha stanziato risorse nazionali per consentire le fasi previsti nell'iter progettuale e di prima attuazione del progetto. I tre miliardi stanziati copriranno le esigenze su un arco almeno decennale". Infine, si inserisce di nuovo Alessia Rotta che specifica che con quei tre miliardi: "sarà possibile per le ferrovie italiane chiedere in futuro il finanziamento alla Bei che, per inciso, potrà prestare a Rfi i denari necessari perché c'è la garanzia che l'investimento è stato inserito nel bilancio dello Stato".

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