Cronaca

Lavoro, Tar di Brescia: «Il giorno di riposo si deve recuperare»

Sessantasette agenti di polizia penitenziaria del carcere di Canton Mombello avevano chiesto che i giorni di riposo saltati fossero considerati degli straordinari. Il tribunale territoriale ha però rigettato la richiesta

Il giorno di riposo s'ha da fare. E, quando saltato, non può essere considerato lavoro straordinario. Lo hanno stabilito i giudici del Tar di Brescia con una sentenza depositata lo scorso 13 dicembre.

A chiedere il pagamento degli straordinari erano stati 67 agenti di polizia penitenziaria del carcere di Brescia "Canton Mombello", che dal 2002 saltano quasi una volta al mese il proprio giorno di riposo, assistiti dall'avvocato Elena Scotuzzi. "Effettuiamo anche più di sette giorni consecutivi di lavoro", ha spiegato il vice sovrintendente Massimo Seminara, tra le guardie carcerarie ricorrenti.


"In media, - ha continuato Seminara - stimando 10 giorni di riposo non goduti all'anno negli ultimi 10 anni, ad ogni agente spetterebbero tra i 2 ed i 4 mila euro". Ma il giorno di riposo non goduto, per la giustizia amministrativa, non è da considerarsi come prestazione lavorativa straordinaria e deve essere recuperato entro le quattro settimane successive. "Il giorno di lavoro in più - si legge nella sentenza - deve essere compensato con altro giorno di riposo, non con la corresponsione dello straordinario".

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