Cappella Cantone: "Soldi alla CdO per il via libera da Formigoni"

E' quanto messo a verbale dall'imprenditore Pierluca Locatelli, nel suo ultimo interrogatorio del 27 maggio scorso, parte dell'inchiesta sulle tangenti pagate per ottenere l'autorizzazione a realizzare una discarica di amianto: "La mazzette finivano in Regione"

L'imprenditore Pierluca Locatelli

L'accordo era che Rossano Breno, l'ex presidente della Compagnia delle Opere di Bergamo, "avrebbe influito sugli esponenti politici di Comunione e Liberazione di Regione Lombardia ovvero Marcello Raimondi, detto il 'nano ghiacciato', e il presidente Roberto Formigoni".

Lo ha messo a verbale l'imprenditore Pierluca Locatelli nel suo ultimo interrogatorio del 27 maggio scorso, nell'ambito dell'inchiesta su un presunto giro di tangenti pagate per l'autorizzazione a realizzare una discarica di amianto a Cappella Cantone, in provincia di Cremona.

Il verbale dell'interrogatorio, reso davanti al procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo e ai pm Paolo Filippini e Antonio D'Alessio, è stato depositato con la chiusura, nei giorni scorsi, dell'inchiesta a carico, tra gli altri, di Formigoni, accusato di corruzione.

"Breno - ha spiegato ai pm Locatelli - più volte mi ha rassicurato che aveva un rapporto diretto con i predetti esponenti politici", l'ex assessore regionale all'Ambiente Raimondi e Formigoni. Breno, inoltre, sempre stando al verbale di Locatelli, gli avrebbe riferito che le sue "eleargizioni in denaro (...) 'andavano in Regione' in favore dell'area di riferimento dei predetti personaggi politici, cioè Comunione e Liberazione".

L'imprenditore, inoltre, rispondendo a domande relative ad alcune intercettazioni telefoniche e ambientali, ha chiarito che "ho potuto effettivamente verificare che le dazioni di denaro in favore della Cdo hanno consentito che il Presidente Formigoni proponesse una delibera che risolveva il problema relativo alla compatibilità del piano cave della Provincia di Cremona con l'Autorizzazione integrata ambientale da me richiesta" per la realizzazione della discarica.

Secondo l'accusa, in sostanza, oltre un milione di euro di presunte tangenti sarebbero arrivate alla Compagnia delle Opere di Bergamo su input dell'ex Governatore lombardo e senatore del Nuovo Centrodestra Formigoni. E altri 100mila euro sarebbero andati all'allora vicepresidente del Consiglio regionale, Franco Nicoli Cristiani, sempre "per conto" del 'Celeste'.

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