Cronaca

Crisi e tagli alla cultura: le incisioni rupestri della Valcamonica

Mancano i fondi, mancano i soldi per gli straordinari: i parchi nazionali rimangono chiusi nelle domeniche e nei festivi. Da Naquane ai Massi di Cemmo, si salvano solo i parchi comunali: "Errori di gestione abbinati alla crisi"

L’effetto domino dei tagli della finanziaria si ripercuote anche nel redditizio settore del turismo culturale. Forse negli anni si è speso troppo, forse le risorse non sono state poi utilizzate così saggiamente: fatto sta che la situazione ora è critica, ma critica davvero, e la prima soluzione temporanea è stata quella della chiusura forzata delle attività culturali in generis per tutti i festivi e dunque anche tutte le domeniche, dai musei del centro città alle Grotte di Catullo, passando poi per i parchi delle incisioni rupestri della Valle Camonica.

L’area interessata è quella di Capo di Ponte, dove oltre al celebre Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri di Naquane (parco nazionale e museo di Stato fin dagli anni ’50) troviamo il Parco Archeologico comunale di Seradina e Bedolina (quello della rosa camuna per intenderci) e il Parco Archeologico Nazionale dei Massi di Cemmo. Le gestioni che si accavallano sono tre e ben diverse, Soprintendenza, Regione e Comune, come diversi sono i metodi di gestione e di manutenzione. Per il parco di Naquane, ad esempio, servono quasi una ventina di operatori per garantirne l’apertura (custodi compresi), per il parco archeologico comunale invece (ma parliamo della stessa area del sito Unesco!) non ci sono i custodi e per rimanere aperti basta il servizio di biglietteria.

“La verità è che i custodi del parco hanno terminato i loro giorni festivi lavorativi – ci spiega Sara Rinetti di Archeocamuni, organizzazione che si occupa dei flussi turistici situata proprio all’ingresso del Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri – e che fino ad oggi hanno sempre lavorato più del dovuto. Ora sembra che i soldi per gli straordinari non ci siano più, e si comincia a parlare di possibili ore da volontari sulle quali però non ci sarà una garanzia di pagamento”. Proprio in un momento difficile ma in cui il turismo di questo tipo andrebbe incentivato i parchi saranno chiusi per il ponte dei primi di novembre.

“Questo è un errore di gestione a monte abbinato alla crisi e alla mancanza di fondi. Nello stesso paese troviamo aree gestite e trattate in modo diverse”. Ma non finisce qui, il nostro viaggio continua.

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