Tagli a bus e mensa, Lega contro Cgil: «Basta con la litania del rom povero»

La Lega, dopo l'intervento della Cgil che pagherà la mensa ai bimbi morosi, attaccca quello che giudica un "diseducativo buonismo assistenzialista", e il volontariato di sinistra "che vive e ingrassa grazie a questo"

Luci e ombre: questo è il parere della Lega Nord sull'esito della questione dei servizi scolastici non essenziali sospesi alle famiglie rom e sinti dei campi nomadi comunali.

"La notizia buona è che finalmente il Comune incassa qualcosa dai servizi erogati ai nomadi stanziali della Città", ha commentato Paolo Sabbadini, segretario cittadino dei lumbard. "Questo lo si deve solo alla nostra azione e a quella del vicesindaco Fabio Rolfi, che ha sollevato la questione scandalosa della morosità perpetua dei nomadi".

Per i legisti, tuttavia, c'è anche una notizia cattiva: l'intervento in sostegno dei bimbi da parte della Cgil, con il suo "diseducativo buonismo assistenzialista", e il volontariato di sinistra "che vive e ingrassa grazie a questo". Entrambi hanno impedito che "a pagare siano veramente le famiglie, come avviene per tutti, continuando la logica della deresponsabilizzazione che di certo non aiuta la vera integrazione" .


"Occorre far capire che ci sono regole e impegni verso la Città, che devono essere rispettati se si vuole vivere a Brescia: basta con la litania del rom povero ed emarginato che deve sempre essere assistito. Mi chiedo", ha concluso Sabbadini, "se i padri di famiglia, gli operai, i disoccupati e i cassaintegrati di questa città iscritti alla Cgil, sono felici di apprendere che il proprio sindacato difende, magari anche spendendo i soldi delle tessere, i furbi anziché i deboli…".

E noi ci chiediamo, è giusto fare campagna elettorale sulla pelle dei bambini, da sempre innocenti delle colpe dei genitori? Volete farli pagare perché sono dei falsi poveri? Giusto, giustissimo, se hanno i soldi, che paghino anche loro: ma, allora, mandate carabinieri e guardia di finanza. Invece avete lasciato dei bimbi delle elementari a mangiare su un marciapiede, li avete fatti andare a scuola a piedi, facendoli attraversare strade con il traffico di punta dei pendolari.

Quanto è educativo tutto questo? Tutto ciò valeva un pugno di voti in più, strappati al razzismo mai sopito di questa triste Italia? Guardate la faccia del bimbo con in mano il cartello "Niente scuola per me: perchè?". Io, onestamente, preferisco chi compra i voti dalla 'ndragheta. Se si è disposti a tutto per mantenere il potere, almeno che si lasci fuori dei piccoli che sanno a malapena scrivere.

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