Cronaca

La forza di Massimo: 10 ore aggrappato alla tavola da surf per salvarsi la vita

Nella serata del 23 settembre era scattato l'allarme per un surfista disperso nelle acque del Lago di Garda, nella zona di Torri del Benaco. Immediate le ricerche, ma alla fine l'uomo è riuscito a mettersi in salvo raggiungendo Sirmione a bracciate

Nel pomeriggio di mercoledì 23 settembre ha iniziato a soffiare con violenza il Peler (un vento discendente che interessa praticamente tutto il lago di Garda), alzando onde alte fino a 4 metri.

Nella zona di Torri del Benaco, in quel momento, erano in acqua quattro surfisti. Tre sono riusciti a tornare sulla costa, mentre del quarto - Massimo Caurla, 46enne di Caprino Veronese - si sono perse le tracce. Immediate le ricerche avviate tempestivamente dalla Guardia Costiera, coadiuvata da carabinieri e vigili del fuoco. Si prospettava una lunga notte di ricerche.

Invece, dopo 10 ore, è giunta la notizia che il surfista era riuscito ad attraversare il lago restando aggrappato alla tavola (disalberata da raffiche di vento a 66 nodi), arrivando fino a Sirmione con la sola forza delle braccia. Qui ha chiamato la capitaneria di porto per rassicurare sulle sue condizioni. A quel punto è stato portato all’ospedale di Desenzano per accertamenti, dove è stato raggiunto dalla famiglia che ha potuto tirare un sospiro di sollievo dopo lunghe ore d’angoscia.

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