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Cadavere mai ritrovato, ma il marito di Souad è condannato al carcere a vita

Giudicato colpevole per tutti i reati che gli sono stati contestato, Abdelmjid El Biti ha ricevuto dal giudice il massimo della pena

Omicidio volontario aggravato, sottrazione di cadavere, atti persecutori, violenza sessuale aggravata: questi i reati per i quali Abdelmjid El Biti è stato condannato al massimo della pena, l'ergastolo, con 18 mesi di isolamento totale. A distanza di un anno e mezzo dalla scomparsa della moglie, la 29enne Souad Alloumi, della quale non si hanno notizie dalla notte tra il 3 e il 4 giugno 2018, il marocchino ieri ha ascoltato la lettura della sentenza del giudice Roberto Spanò dall'aula del Tribunale di Brescia. 

Il marito di Souad non si è mai dichiarato colpevole, ed ha sempre ribadito che nel borsone con le rotelle nel quale si ipotizza vi fosse il corpo della moglie, c'erano solo vestiti. Il giudice però non ha creduto alla sua versione dei fatti, convinto anche da altri elementi, come il fatto che il viaggio in macchina dall'uscita dell'appartamento di via Milano dove viveva la donna, e l'arrivo nella sua casa di Seniga, sia durato tre ore. 

Secondo gli avvocati difensori Abdelmjid El Biti, nel processo non si è adeguatamente indagato sulla volontà della donna di scappare dal marito per sottrarsi alle sue violenze. Inoltre, secondo i legali, ci sarebbe una via d'uscita dall'appartamento oltre a quella ripresa dalle videocamere del bar, videocamere che hanno ripreso l'uomo che trainava il grande borsone nero con le rotelle, videocamere che non hanno mai inquadrato invece la donna che lasciava la sua casa.  

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