Stupratore a quindici anni: il vanto a scuola, l’orrore per strada

Quindici anni e un passato già burrascoso, poi la doppia violenza in meno di 48 ore, prima una donna a Ospitaletto, poi un'altra a Trenzano. La quotidianità della violenza, raccontata anche a scuola, agli amici e ai compagni di classe

Lo ha raccontato con orgoglio, come fosse una bravata qualunque, o magari un gol segnato alla domenica. Cresciuto in Italia ma originario del Marocco, e un doppio capo d’imputazione pesantissimo, nonostante i 16 anni da compiere a gennaio: una doppia violenza, due diverse donne nella Provincia bresciana, prima a Ospitaletto e poi a Trenzano.

Quindici anni e una cresta che si vede da lontano, ispirata forse agli idoli del calcio che conta. Una storia, quello dello stupro, che lui ha raccontato una volta e poi due, prima ai compagni di classe (frequenta un istituto di Rovato) e poi agli amici fuori da una palestra: il tutto con dovizia di particolari. E' stato proprio grazie a questo suo terrificante vanto, si scopre ora, che i carabinieri di Chiari sono riusciti ad arrestarlo.

Quella pistola poi, forse carica o forse no, quell’arma che valeva ben più di una minaccia, l’anticipo di una violenza quasi rabbiosa e incontrollata. Lo hanno preso, nella notte, i Cc che già lo conoscevano causa qualche denuncia alle spalle, già un passato tra illegalità e violenza, un passato anche in comunità.

Con le manette ai polsi, ora sta al Beccaria, l'istituto carcerario minorile di Milano. Avrà tempo per riflettere, forse anche per redimersi. Davanti a sè però una vita già segnata, a soli 15 anni, da una scuola di Rovato.

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