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Brescia, 28 maggio 1974: solo uno studente su due sa cos’è successo

I risultati dell'indagine Censis per oltre 7000 studenti bresciani sulla strage di Piazza Loggia del 28 maggio 1974, a pochi giorni dalle celebrazioni. Un giovane su due non sa cos'è successo, uno su tre dà la colpa alla mafia

I giovani di Brescia e la memoria, dieci anni dopo. Il Censis è tornato in città a ‘interrogare’ i giovani studenti bresciani su temi come la famiglia, il volontariato, la scuola. Ma puntando i riflettori in particolare sulla strage di Piazza Loggia, quando mancano pochi giorni alle celebrazioni del quarantennale della tragedia.

Oltre 7000 studenti presi in esame, per una ricerca realizzata in collaborazione con la Casa della Memoria, l’Ufficio Scolastico provinciale, i sindacati CGIL, CISL e UIL. Domande specifiche sul periodo storico rivelano i ‘ricordi’ degli studenti bresciani: degli anni ’70 cosa rimane?

Vince la musica, e forse si sapeva. Poi i figli dei fiori, la moda. Solo un ragazzo su quattro ripensa al terrorismo. L’inchiesta entra volutamente nei dettagli: il rapimento di Aldo Moro, l’attentato alla stazione di Bologna del 2 agosto del 1980.

Poi, la strage della Loggia: solo il 55% degli intervistati ricorda l’anno esatto in cui la bomba è scoppiata. Ma quelli che sanno sono davvero preparati: il 50% ricorda addirittura il numero esatto delle vittime, oltre il 60% si tiene informato anche sulle ultime vicende processuali.

Sulle responsabilità della strage però la confusione cresce. Per il 37% dei 7000 intervistati la colpa è attribuibile alla mafia; per il 28% si tratterebbe di terrorismo ‘rosso’. L’ipotesi fascista scende al terzo posto, al 26%.  

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