Cottarelli: un doppio ergastolo per una strage da 300.000 euro

Uccisi e sgozzati, papà Angelo e mamma Marzenna, con loro anche il figlio Luca. Era l'agosto del 2006, a Urago Mella: confermata la condanna all'ergastolo per i cugini Marino, spietati esecutori di quella tragica estate

La villa della strage, a Urago Mella

Sono passati ormai più di sette anni da quel lontano 28 agosto 2006, il giorno della strage della famiglia Cottarelli, marito e moglie, papà e mamma e il figlio Luca, prima uccisi da un colpo di pistola e poi sgozzati e trucidati, come nel peggiore dei film dell’orrore.

Sul banco degli imputati i cugini Marino, visti sul luogo del delitto a Urago Mella anche il giorno prima, quasi a fare un sopralluogo; con loro, quella mattina, anche l’architetto Grusovin, tra i principali accusatori della coppia di malviventi. Tutti e tre in mezzo ad affari loschi, e alla richiesta di soldi per 300.000 euro alla famiglia poi sterminata.

Condannati all’ergastolo, con sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Milano, prima sezione. Una settantina di pagine la sentenza, in cui si entra nel dettaglio sulle motivazioni della condanna, ma anche sulle dinamiche della vicenda.

Erano partiti con ‘semplici’ minacce, volevano spaventare i Cottarelli, Angelo e Marzenna, il figlio Luca. Ma poi un colpo di pistola è partito “per sbaglio”, la calibro 22 ha perforato il cranio di papà Angelo, sotto lo sguardo sgomento di moglie e figlio. Presi dal panico e da un raptus di follia, i cugini Marino hanno allora compiuto la loro esecuzione collettiva, con tanto di gole tagliate, una ad una.

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Speravano di sviare i sospetti, magari sull’onda della caccia allo straniero, era il periodo dei rapinatori dell’Est Europa. Sono stati condannati invece all’ergastolo: confermata la sentenza precedente, senza se e senza ma, in uno dei casi ancora tra i più oscuri della cronaca nera bresciana.

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