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Staminali: Gioele, il bimbo di 13 mesi al Civile per iniziare la cura

Gioele è affetto dalla malattia degenerativa Sma 1. Sarà sottoposto a una somministrazione di staminali con il metodo della Stamina foundation

E' arrivato nel primo pomeriggio di ieri al Civile di Brescia Gioele, il bambino siciliano affetto dalla malattia degenerativa Sma 1.

La prossima settimana verrà sottoposto alla somministrazione di cellule staminali con il metodo della Stamina foundation onlus.

"I medici ora inizieranno con delle analisi - ha detto il papà del piccolo di 13 mesi, Antonio Genova - Si presume, se tutto va bene, che la prima infusione di cellule staminali sarà la prossima settimana".

"Dobbiamo arrivare al nostro obiettivo, questa puntura - ha detto mamma Katia - con la speranza che il mio bimbo migliori. Per ora Gioele è stabile, ha un po' di febbre ma potrebbe essere stato il viaggio. La speranza c'é, ora ci giochiamo l'ultima carta".

"Oggi essere qua - ha continuato Antonio - significa abbattere una grande barriera. Per noi, per Gioele, per tanti altri che soffrono è una speranza in più. Per noi è già quasi una vittoria. La prossima vittoria sarebbe quella di vedere Gioele migliorare giorno dopo giorno. Ci crediamo tanto".

Il ciclo terapeutico di Gioele con il metodo Stamina prevede cinque infusioni di cellule staminali, a due mesi di distanza l'una dall'altra. Per la prima infusione d'urgenza si useranno cellule di una donatrice esterna alla famiglia; poi verrano usate le cellule del padre.

Lo ha spiegato Davide Vannoni, presidente della Stamina foundation onlus. "Oggi questi pazienti - ha detto - hanno dovuto richiedere alla giustizia civile un intervento d'urgenza, che si chiama articolo 700, e l'hanno vinto. In questo momento sono sette i bambini che hanno vinto in sette tribunali diversi questo ricorso e quindi hanno potuto accedere di nuovo alle terapie".


"A qualcuno - ha poi chiarito - erano state interrotte; qualcuno, come Gioele, non era mai stato curato prima. Noi continuiamo ad applicare la stessa metodica, con gli stessi accorgimenti e le stesse misure di sicurezza. Non abbiamo mai avuto effetti collaterali sui pazienti trattati".

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