Cronaca

Autorizzato il metodo Stamina per Federico, bimbo di tre anni

Il via libera è arrivato dal Tribunale di Pesaro. Intanto, sta per essere definita la lista di esperti per il nuovo comitato, necessario dopo la precedente bocciatura da parte del Tar del Lazio

Federico, di appena 3 anni ed affetto da una malattia rara che lo sta paralizzando, potrà proseguire le infusioni di cellule staminali col metodo Stamina agli Spedali di Brescia. Il via libera è arrivato dal Tribunale di Pesaro, dopo che solo ieri i giudici dell'Aquila avevano autorizzato il trattamento a Noemi, la piccola abruzzese di 18 mesi affetta da Sma1 che aveva incontrato anche papa Francesco.

Due pronunce in favore dell'avvio di trattamenti con il discusso protocollo messo a punto dal presidente di Stamina Foundation, Davide Vannoni, a pochi giorni dall'ordinanza del Tar del Lazio che ha "sospeso" la bocciatura del metodo da parte del primo comitato scientifico nominato dal ministero della Salute.

Intanto, però, le polemiche non si placano ed il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha invitato nuovamente Vannoni a rendere pubblica la metodica: "Ho consultato il nostro ufficio legale ma mi hanno risposto che non è possibile" pubblicare il protocollo "perché siamo vincolati alla segretezza. Io avrei voluto pubblicare immediatamente tutto". In attesa che il ministero nomini un nuovo comitato per la valutazione del protocollo - che dovrebbe essere reso noto entro la prossima settimana e comprenderà, secondo quanto si apprende, anche esperti stranieri, secondo le indicazioni del Tar - e mentre vari ricercatori ribadiscono la mancanza di scientificità del metodo Stamina, altri due bambini potranno dunque ricevere le infusioni di staminali.

Federico potrà continuare a curarsi, dopo che in primo grado il giudice del lavoro aveva concesso la cura con le staminali ma a patto di usare una delle 13 Cell-Factory italiane autorizzate dall'Agenzia italiana del farmaco. A marzo scorso, il Tribunale di Pesaro aveva accolto il primo reclamo presentato dalla famiglia del bimbo, che risiede a Fano ed è affetto dal morbo di Krabbe, autorizzando 5 infusioni. Al termine del trattamento c'era stato un altro stop alla prosecuzione.

Da qui, un nuovo reclamo dei familiari - accolto dai giudici - secondo cui Federico ha avuto evidenti miglioramenti con il metodo Stamina. Per quanto riguarda Noemi, invece, il Consiglio regionale ha approvato oggi una risoluzione per rendere possibile l'immediata infusione di cellule staminali alla piccola presso il centro trapianti del Servizio sanitario nazionale della regione Abruzzo, e nel documento si invita il presidente della regione, Gianni Chiodi, ad avere l'autorizzazione da parte del ministero.

I giudici hanno inoltre autorizzato l'utilizzo per Noemi di cellule staminali, da donatori, già presenti presso gli Spedali civili di Brescia, evitando quindi le liste di attesa. Un principio questo, ha commentato Vannoni, "di enorme importanza, poichè potrebbe permettere di velocizzare considerevolmente la lista dei pazienti in attesa di ricevere il metodo Stamina a Brescia, al momento circa 150. Applicando questo principio - ha sottolineato - l'ospedale potrebbe riuscire a curare almeno 100 persone nell'arco di pochi mesi".

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