Non accetta la fine del rapporto, finge una gravidanza e dà fuoco alla casa

Arrestata a gennaio, verrà processata probabilmente a settembre la 35enne gardesana accusata di stalking e danneggiamenti nei confronti dell’ex compagno

Foto d'archivio

Stalking, danneggiamenti, diffamazione e falso: sono solo alcune delle accuse mosse nei confronti della giovane donna di 35 anni, residente sul Garda bresciano, che in questi giorni è stata rinviata a giudizio (verrà processata a partire da settembre) dopo l’arresto del gennaio scorso. A scatenare i ripetuti raptus, per chi indaga, una folle gelosia per non aver mai accettato la fine del rapporto.

Attualmente si trova ai domiciliari, dopo un breve “soggiorno” in carcere: era stata denunciata dall’ex compagno a seguito dell’ennesimo episodio, quando già le era stato recapitato un divieto di avvicinamento all’uomo e alle sue proprietà. Gli inquirenti avrebbero dunque ricostruito una lunga serie di atti persecutori.

Diffamazione e danneggiamenti, poi l’arresto

Si va dalla diffamazione sui social a quella “reale”, con scritte sui muri e striscioni appesi in strada; la donna si sarebbe poi introdotta nell’abitazione del suo ex, oltre che aver danneggiato le auto dei suoi familiari e perfino dato fuoco a un fabbricato (senza gravi danni, per fortuna). Gli episodi si sarebbero protratti per almeno sei mesi, dal giugno dello scorso anno fino a gennaio, quando appunto sarà arrestata.

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Non da meno, nella lista probatoria a suo carico, anche la falsa gravidanza (con falsi reperti) che la 35enne avrebbe utilizzato, ancora, per diffamare il suo ex, richiamandolo alla responsabilità di crescere un figlio (che però non esisteva). La donna avrebbe anche falsificato la firma di un medico del Civile, ovviamente estraneo alla vicenda.

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