Cronaca

Discoteche chiuse, ma intanto c'è il rave party abusivo: 1.500 ragazzi da tutta Europa

Sgomberato dopo tre giorni il rave party (abusivo) allestito a Spina d'Adda, in provincia di Cremona: il sindaco ha scritto anche al Prefetto

Foto d'archivio

Alla faccia dell'assembramento, è durato per tre giorni senza sosta il rave party abusivo organizzato a Spina d'Adda, in provincia di Cremona, e che ha richiamato giovani da tutto il Nord Italia e oltre, anche da Belgio, Francia e Olanda: si stima che almeno 1.500 persone siano transitate in zona prima che la festa sia stata sgomberata dalle forze dell'ordine. Il raduno non autorizzato è stato allestito sulle rive del fiume a partire dal giorno di Ferragosto, e si è concluso solo lunedì.

La lettera del sindaco al Prefetto

“Nella giornata del 16 agosto la situazione appariva tranquilla – spiega il sindaco Luigi Poli nella lettera inviata al Prefetto – e le notizie che ho ricevuto lasciavano intendere che la manifestazione fosse finita e che stavano mobilitando. Purtroppo non è stato così: dalle 21 alle 7.30 un rumore assordante ha invaso l'intero paese, creando evidenti ostacoli al riposo notturno di tutti noi”.

“Siamo preoccupati – scrive ancora il primo cittadino – perché, per quanto ci è possibile vedere, non vengono rispettate le norme previste per evitare il contagio da coronavirus, e temiamo che il nostro impegno al riguardo venga vanificato dalla presenza di persone irresponsabili. Non possiamo restare in balia di queste persone, irrispettose di tutto e di tutti”.

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