Cronaca

Libri di testo “scavati”: così si spaccia a scuola

Le indagini partite dopo l'arresto di quattro persone hanno portato alla luce le tecniche utilizzate dai pusher per i loro traffici all'interno della scuola.

Controlli mirati, educazione, formazione, collaborazione scuola-genitori, coinvolgimento dei volontari dell’associazione Carabinieri: un lavoro egregio, eppure la droga all’interno dell’istituto superiore Olivelli-Putelli» di Darfo circolava lo stesso. Il merito è tutto di uno stratagemma messo a punto per lo scambio delle dosi, scoperto in seguito alle indagini partite in corrispondenza del blitz della scorsa settimana, durante il quale sono stati fermati due studenti minorenni e quello che era il presunto fornitore, un 18enne di Capodiponte.
 
Nonostante i controlli mattutini all’ingresso dell’istituto - 1.500 studenti tra gli indirizzi alberghiero, geometri e ragioneria - la droga, soprattutto hashish e marijuana, riusciva ugualmente ad entrare a scuola. Come? I libri di testo venivano letteralmente “scavati”: togliendo la parte centrale delle pagine si ricavava una nicchia nella quale inserire la dose, che passava poi dal venditore all’acquirente senza destare sospetti. 

Il dirigente scolastico dell’istituto, Antonino Floridia, illustrando le tante iniziative messe in campo per combattere l’uso di sostanze stupefacenti ammette che si tratta di un lavoro arduo, ed auspica l’aiuto delle famiglie, subito avvisate quando i professori notano comportamenti “sospetti” dei loro studenti. Da sei anni a scuola sono impegnati anche i volontari dell’associazione Carabinieri, che aiutano nei controlli all’ingresso e segnalano eventuali movimenti sospetti. Ma certo non possono controllare tutti i libri di testo che entrano a scuola. 

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