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I tre malviventi albanesi e gli atrezzi usati per le spaccate - copyright © Bresciatoday

I tre malviventi albanesi e gli atrezzi usati per le spaccate - copyright © Bresciatoday

Spaccate in 5 bar della provincia, presa la banda delle slot machine

Si tratta di tre albanesi residenti a Rezzato, Ponte San Marco e Montichiari. Processati in direttissima, sono agli arresti domiciliari

Gli ultimi 5 colpi li hanno messi a segno nella notte tra lunedì e martedì a Ghedi, Borgosatollo, Lonato, Montichiari e Calcinato. Senza sapere di avere addosso gli occhi dei Carabinieri della compagnia di Brescia, che li hanno fermati, dopo averli monitorati a lungo, alle 4.35 di martedì mattina in un parcheggio di Mazzano.

VIDEO - Banda delle slot machine:
le immagini delle telecamere

I tre malviventi albanesi stavano spostando la refurtiva dall'auto rubata che avevano utilizzato per le spaccate, un'Audi A6 station wagon, sul veicolo che avrebbero usato per darsi alla fuga, quando i militari li hanno bloccati. Uno di loro ha provato a scappare correndo nei campi, ma è stato comunque fermato.

Con se avevano 15 mila euro in monetine, cioè tutto ciò che erano riusciti a recuperare dalle slot machine e dai cambia monete dei locali visitati: il bar La Sala di Ghedi; il Piffiù di Borgosatollo; il bar Italia di Montichiari e la tabaccheria Gatto di Calcinato. La banda aveva cercato di introdursi anche al bar Bye di Lonato, ma senza riuscirci. Oltre alla refurtiva, che verrà restituita ai commercianti, i militari hanno trovato gli attrezzi che utilizzavano per i colpi: asce, piedi di porco ed un coltello.

Ad insospettire i Carabinieri, che erano impegnati in un'operazione di controllo del territorio, è stato il veicolo usato dai banditi: un auto che per caratteristiche tecniche e di capienza viene spesso usata per questo tipo di reati. 

I tre, con una lunga lista di precedenti alle spalle, sono stati processati in direttissima per furto aggravato, ricettazione d'auto, detenzione di armi e possesso di arnesi da scasso e si trovano  agli arresti domiciliari.

Come si vede nelle immagini girate dalle telecamere di sorveglianza, la banda agiva a volto coperto, forzava le porte d'ingresso delle attività e una volta dentro prelevava le slot machine e i cambia monete che poi caricava nel bagagliaio dell'Audi. 

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