Cronaca

Treni pendolari, dal Veneto la conferma: vincono i FrecciaRossa

A seguito dell'incontro di giovedì al Pirellone, che confermava la soppressione di quattro coppie di interregionali, al via la sperimentazione veneta di "una nuova filosofia della mobilità pubblica". Ma, a conti fatti, vincono i FrecciaRossa

Era già stato annunciato in via ufficiale, dopo l’incontro dello scorso giovedì al Pirellone dove si era discusso delle “problematiche relative al servizio ferroviario sulla direttrice Milano-Brescia-Verona”. Una notizia che aveva destato non poco scalpore tra gli utenti, i sempre tartassati pendolari (solo pochi mesi fa la class action contro i ritardi di Trenord), con la soppressione (a partire dall’entrata in vigore del nuovo orario invernale) di quattro coppie di treni interregionali che ad oggi collegavano Venezia e Milano, andata e ritorno.

La conferma definitiva è arrivata questa mattina, direttamente dalla Regione Veneto: detto fatto e via alla cosiddetta “rottura di carico”, in parole povere il trasporto regionale veneto entro la fine dell’anno non supererà la ‘linea Maginot’ che si chiama Verona Porta Nuova. A vincere saranno i treni ad Alta Velocità, o meglio i FrecciaRossa, l’unico collegamento rimasto sulla tratta ma che per molti risulterà insostenibile nei costi, perché il prezzo medio di un biglietto può arrivare a superare i 70 euro, quando invece il ‘classico’ interregionale manco arrivava a 20.

Dalla Regione Veneto intanto il laconico commento dell’assessore alla Mobilità, Renato Chisso: “Siamo di fronte ad una nuova filosofia della mobilità pubblica, che non coinvolgerà solo il treno ma anche il trasporto su gomma, all’interno di un sistema integrato al cui centro ci sono le esigenze degli utenti, dei pendolari, dei lavoratori, degli studenti”. Un commento che fa “quasi ridere”, spiegano le associazioni dei consumatori e dei pendolari, e che tiene alto il margine della preoccupazione perché potrebbe presto coinvolgere ‘in copia’ anche il sistema ferroviario lombardo.

Come se non bastassero i ritardi, le carrozze senza aria condizionata, i passeggeri stipati all’interno dei convogli “come fossero sardine”. In vista dell’annunciata ‘macroregione’, in vista dell’annunciato Expo.

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