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Sabato, 13 Aprile 2024
Cronaca

Fermato con 480mila euro sotto il sedile: "Non ne so nulla", e viene assolto

Cadute le pesanti accuse mosse contro un 42enne di casa sul Garda

Era finito nei guai in pieno lockdown, per via del piccolo tesoro - 487 mila euro in contanti - trovato dalla polizia stradale sotto al sedile del suo furgone. Soldi, per chi indaga, che sarebbero frutto di un redditizio giro di evasione fiscale. L’uomo, un 42enne di casa sul Garda, era quindi stato accusato di concorso in associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati fiscali e al riciclaggio. Non solo: era stato sottoposto agli arresti domiciliari.

Il 42enne si è sempre difeso, sostenendo di non sapere nulla di quel denaro trovato dagli agenti della Stradale durante un controllo, avvenuto nel marzo del 2020 in una piazzola di sosta dell’autostrada del Brennero. Proprio da quel sequestro di contanti, ma pure di fatture false, erano scattate le indagini della procura di Brescia, che hanno poi portato alla luce una maxi-evasione da 50 milioni di euro.

Agli agenti, il 42enne aveva dichiarato che era partito dalla Polonia - dove aveva effettuato una consegna di vino e dove il mezzo era anche rimasto fermo diversi giorni in un’officina - e che quel denaro non era suo, ma era stato portato a bordo a sua insaputa, proprio durante le operazioni di riparazione. 

Una versione ribadita in aula nei giorni scorsi, che ha convinto anche il giudice: al termine del processo, celebrato con rito abbreviato, il 42enne è stato infatti assolto da tutti i capi di accusa e rilasciato dagli arresti domiciliari.

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