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Brescia: lo smog fa più vittime degli incidenti stradali

Dati incrociati sui decessi delle varie città italiane: a Brescia una ventina di decessi dovuti alla ‘Mal’aria’, all’inquinamento atmosferico da smog. Secondo Legambiente traffico e industria valgono l’80% dell’inquinamento

Una denuncia ‘vecchia’ di qualche mese, pubblicata nel settembre scorso su BresciaToday, a firma di Carmine Trecroci di Legambiente. Tante le criticità che colpiscono la città di Brescia, una di queste forse troppo sottovalutata: l’inquinamento da smog, da scarico delle automobili, sulle tangenziali e sulle strade interne ma trafficate. Traffico e industria che, insieme, “gravano fino all’80% sul totale degli inquinanti”.

Ora ci ha pensato uno studio EpiAir, sui decessi nelle città italiane causati dall’inquinamento atmosferico. Quella che ancora Legambiente nei suoi rapporti definiva ‘Mal’aria’, l’aria malata, quella delle polveri sottili, dei biossidi d’azoto, dell’ozono e degli idrocarburi volatili: fino alle pericolosissime polveri cosiddette ultra-fini, di cui si sa che incidono pesantemente su infarti e aritmie, ma di cui in effetti si conosce ancora troppo poco.

Detto, fatto: e non è una boutade giornalistica, ma un dato ‘reale’. Lo smog e l’inquinamento ‘da strada’ mietono più vittime degli incidenti stradali: questo il risultato del confronto sui decessi ‘totali’ della città di Brescia, riferito in questo caso all’annata 2008.

Una ventina di morti, per inquinamento atmosferico, in percentuale l’1,2% sul totale dei decessi, quell’anno furono 1911.  Non è una strage, al momento è solo statistica: silenziosa e sottile, come quelle polveri che passano veloci, e che nessun filtro può fermare.

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