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Slavina Temù: i due scialpinisti erano ancora vivi quando furono trovati

Si definiscono i contorni della tragedia di sabato pomeriggio in Val d'Avio. Enrico Zani e Aldo Sandrini furono estratti ancora vivi dopo diverse ore rimasti sepolti sotto la neve e ricoverati a Edolo in condizioni disperate

Una valanga li ha travolti a 1800 metri di quota, nella Conca di Casola in Val d'Avio, forse mentre si apprestavano a tornare a valle: l'ultima volta sono stati visti intorno alle 16.30 di sabato, al calare del buio. Una slavina di grosse dimensioni, dal fronte di diverse decine di metri, che li ha sorpresi mentre si trovavano nei boschi sopra le piste da sci nel territorio di Temù, in Val Camonica, a cavallo con Ponte di Legno, e che non ha dato loro scampo.

Sono morti così, dopo aver trascorso alcune ore sotto metri di neve i due scialpinisti bresciani Enrico Zani, insegnante di 53 anni, e Aldo Sandrini, geometra di 37, tra i monti che tanto amavano e altrettanto conoscevano. Entrambi erano alpinisti esperti. Per Sandrini la montagna era addirittura una passione di famiglia: un fratello è membro del Soccorso alpino, l'altro lavora in un impianto sciistico.

I due veterani della neve e delle alture nulla hanno potuto contro la massa di neve fresca, caduta abbondante nelle scorse ore, che in pochi istanti li ha investiti e seppelliti mentre, come chissà quante altre volte, stavano trascorrendo un pomeriggio con gli sci ai piedi. Zani e Sandrini erano partiti da Temù per un'escursione nel primo pomeriggio.

L'allarme è stato lanciato intorno alle 19 dai loro familiari, che non li hanno visti rientrare a casa e non riuscivano a contattarli. La macchina dei soccorritori si è messa in moto in pochi istanti. Gli oltre settanta uomini impegnati sono stati aiutati dal fatto che i due avessero lasciato detto dove erano diretti.

Il ritrovamento di uno sci ha consentito di restringere ulteriormente l'area delle ricerche della Quinta delegazione del Soccorso alpino, dei carabinieri della compagnia di Breno, dei vigili del fuoco, della guardia di finanza e del 118. Poco prima delle 22 i due scialpinisti sono stati estratti dalla neve in condizioni disperate, in grave stato di ipotermia.


Dopo i primi tentativi di rianimazione effettuati sul posto, il 37enne ed il 53enne sono stati portati a valle in seggiovia e poi trasportati d'urgenza al pronto soccorso dell'ospedale di Edolo. Qui i medici hanno cercato per diverse ore di strapparli alla morte, ma purtroppo ogni tentativo è stato vano. Enrico Zani lascia la moglie e tre figlie; nello sconforto anche la famiglia dell'amico Aldo Sandrini: la moglie e i due bambini.

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