Sisma Emilia: trenta indagati per i crolli, sette sono bresciani

Tra gli indagati della procura di Ferrara per i crolli del terremoto del 20 maggio scorso ci sono sette bresciani, tutti collegati alla costruzione del capannone della Tecopress di Dosso, sotto le cui macerie morì un operaio 57enne

A un mese dal sisma sono gli accertamenti tecnici a tenere banco nelle inchieste delle Procure di Modena e Ferrara sui lavoratori morti nei crolli dei capannoni.

A Ferrara si indaga sui quattro operai morti nella scossa del 20 maggio. Gli indagati sono trentra, sette dei quali bresciani, tutti collegati alla costruzione del capannone della Tecopress di Dosso, nel Ferrarese, nel cui crollo perse la vita l'operaio 57enne Gerardo Cesaro.

Queste le iniziali: A.B., direttore dei lavori di montaggio delle strutture in cemento armato;  D.G., progettista della fondazione dello stabilimento; M.C della Edilcomp; G.A e M.C. della Edilkap per il cemento armato della fondazione, D.A. e B.A. della San Michele spa.

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Il prossimo atto dell'inchiesta è fissato a lunedì prossimo, quando verrà nominato il consulente della procura, al quale verranno consegnati i quesiti sui tre capannoni distinti crollati nelle aziende Ursa di Stellata, Ceramiche S.Agostino, e Tecopress di Dosso.

Sarà il perito della procura, un ingegnere strutturista, ad eseguire tutte le tre consulenze, atti che verranno eseguiti in contraddittorio, con le garanzie alla difesa: per questo motivo sono stati inviati, e sono in via di notifica ai legali e agli indagati, gli avvisi di garanzia - come atto tecnico e dovuto per eseguire gli esami -, con l'ipotesi di reato di omicidio colposo, per gli 8 indagati di Ursa, 15 di Tecopress e 7 di Ceramiche S.Agostino.

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La procura vuole accertare le esatte cause dei crolli, se siano rispettate - laddove fossero necessarie - le norme antisismiche e anche il rispetto della sicurezza sul posto di lavoro e se siano state rispettate le norme per l'evacuazione dall'interno e gli spazi di fuga (tra gli indagati, infatti, figurano anche i responsabili interni della sicurezza).

Uno degli obiettivi principali di questa attività é quella di poter concedere al più presto, dopo i rilievi dei consulenti tecnici di procura e delle difese sulle strutture dei prefabbricati collassate, al dissequestro dei capannoni, allo sgombero delle macerie per far ripartire le fabbriche che occupano quasi 800 lavoratori.



 

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