Venerdì, 12 Luglio 2024
Cronaca Sirmione

Ha massacrato la mamma malata per le offese alla moglie

Il figlio non parla ma rimane in carcere

Ha massacrato di botte la madre, uccidendola a mani nude: non fosse stato per il blitz di un vicino di casa, un ex poliziotto, probabilmente avrebbe potuto continuare a infierire sul corpo della povera donna. I motivi della furiosa aggressione? Screzi che sarebbero proseguiti per settimane a seguito della conclamata volontà del figlio di lasciare l'Italia e il lavoro per andare a vivere in Ucraina, circostanza che aveva fatto arrabbiare la madre: al figlio aveva tagliato i fondi e nemmeno gli rivolgeva più la parola. Avrebbe poi gettato via le foto del suo matrimonio e – così riferisce la parte in causa – insultato più volte la moglie. Comunque sia andata, niente che potrebbe mai giustificare una furia omicida così clamorosa.

L'orrore in casa

È quanto stato ricostruito finora dagli inquirenti nell'ambito delle indagini, coordinate dal pm Ettore Tisato e affidate ai carabinieri di Desenzano e Sirmione, sull'omicidio di Nerina Fontana, 72 anni, uccisa a mani nude dal figlio Ruben Andreoli, 45, sotto gli occhi attoniti della moglie di quest'ultimo e dei vicini di casa, allertati dalle urla. Uno dei vicini ha assistito alla scena mentre tornava a casa, un altro ha aperto la porta e ha cercato di fermare lo scempio: una giovane coppia, nel frattempo, aveva già allertato il 112.

I terribili fatti si sono consumati venerdì scorso al civico 16 di Via XXIV Maggio a Colombare di Sirmione, il quartiere di Via Todeschino. Ruben Andreoli è già in carcere, accusato di omicidio: lunedì mattina nel corso dell'interrogatorio di convalida non avrebbe proferito parola. La madre Nerina Fontana pare fosse malata, ma nonostante ciò lucida e in grado anche di accudire il fratello, di salute cagionevole: estranea alla vicenda la nuora, la moglie di Andreoli (S.P. le sue iniziali). 

"Un soggetto pericoloso"

Confermato il carcere per l'omicida. Così scrive il gip (giudice per le indagini preliminari) nella richiesta di custodia cautelare: “Ruben Andreoli ha dimostrato l'incapacità di inibire i propri istinti violenti e manifestato contro la madre un inaudito e crudele accanimento, scatenato per banali liti domestiche legate al fatto che la vittima si fosse rivolta in modo irrispettoso nei confronti della nuora e avesse gettato via le foto del matrimonio dei due coniugi. […] Andreoli è un soggetto altamente pericoloso e ha dato prova della capacità di uccidere, in modo del tutto imprevedibile e senza scrupoli”.

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