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Cronaca Sirmione

Malore dopo il tuffo nel lago: rischia di annegare sotto gli occhi della moglie

Salvo grazie al provvidenziale intervento del nucleo nautico della Protezione Civile

Salvo grazie al provvidenziale intervento di due volontari del nucleo nautico della Protezione Civile: è successo domenica pomeriggio a Sirmione, nelle acque antistanti la spiaggia Giamaica. Una tragedia - questa volta e per fortuna -  soltanto sfiorata: un uomo si è infatti sentito male dopo un tuffo dalla sua imbarcazione, intorno alle 15.15,  forse proprio per il noto fenomeno dell'idrocuzione - la reazione “shock” del corpo quando è troppo accaldato e l'acqua è troppo fredda - che è costato la vita ai due giovani padri Alessandro Redaelli e Aran Chada (il cui corpo non è ancora stato trovato) e al barista Antonio Pala.

Proprio in quegli istanti l’imbarcazione Maestrale della protezione civile del Basso Garda stava infatti solcando le acque della costa sirmionese e, notate due barche ormeggiate in una zona interdetta alla navigazione, si è avvicinata alla spiaggia. Pochi secondi dopo, l’equipaggio ha udito la disperata richiesta d’aiuto di una donna che era a bordo di una delle due imbarcazioni: il marito - colto da malore - stava infatti annaspando e rischiava di finire sott’acqua. Un’altra bagnante stava tentando - invano -di soccorrerlo, quando il comandante della vedetta della protezione civile si è tuffato - munito di ciambella di salvataggio - nel lago. Attimi concitati: l’uomo è stato trascinato fuori dall’acqua e fatto salire a bordo della sua barca, mentre scattava l’allerta alla guardia costiera.

L’uomo - in stato confusionale ma cosciente - è stato poi accompagnato al porto di Sirmione: ad attenderlo c’era l’idroambulanza che lo ha trasportato in ospedale per le cure del caso. Salvato appena in tempo: le sue condizioni non sarebbero preoccupanti. 
 

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