Per farla finita ingoia decine di pastiglie: i carabinieri lo strappano alla morte

Durante un'eccezionale operazione contro il tempo, i carabinieri di Sirmione hanno salvato un uomo che aveva deciso di porre fine alla sua vita.

Riverso a terra, in stato di semi incoscienza, con le mani piene di pastiglie e tutto intorno scatole di psicofarmaci e antidepressivi. Questa la scena che si è presentata ai carabinieri di Sirmione, protagonisti di una straordinaria operazione contro il tempo per salvare un uomo di 50 anni. 

Il fatto è accaduto nella serata di mercoledì, 17 gennaio. A dare il via alle ricerche sono stati i parenti di un 50enne residente a Bollate, in provincia di Milano. Insospettiti dalla prolungata assenza dell'uomo, e dalla sua totale mancanza di risposta alle chiamate e ai messaggi telefonici, i parenti hanno chiamato i carabinieri del loro paese di residenza. I militari hanno coinvolto immediatamente anche i colleghi di Sirmione in quanto nel Comune gardesano la famiglia ha un appartamento utilizzato perlopiù d'estate. 

Effettivamente l'auto del 50enne è stata intercettata dalle videocamere poste nei varchi del paese, così i militari si sono recati presso il residence dove è situato l'appartamento della famiglia milanese. Una volta sul posto, il difficile è stato individuare l'esatta posizione dell'abitazione situata in uno dei sei blocchi da 50 unità ciascuno, senza cognomi - ma anonimi numeri identificativi - sui citofoni. Questo non è bastato tuttavia a scoraggiare i militari che, direttisi  verso i contatori dell'energia elettrica, hanno ottenuto qualche elemento utile, localizzando un più ristretto numero di unità abitative e individuando infine un appartamento che poteva essere quello giusto. 

Dall'interno dell'abitazione non giungeva alcun rumore né alcuna risposta, così i militari  hanno deciso di irrompere: nel soggiorno c’era un uomo steso a terra, rantolante. Tutto intorno confezioni vuote di psicofarmaci e antidepressivi. 

I carabinieri, guidati sul posto dal comandante Luogotenente Tobia Gregorini, sono riusciti a prestare i primi vitali soccorsi per mantenere in vita l’uomo fino all’arrivo dell’ambulanza che lo ha trasferito presso l’ospedale di Desenzano, dove infine il cinquantenne è stato definitivamente stabilizzato e rianimato. Stando alle prime ricostruzioni, un momento di minor serenità economica ed affettiva sono i motivi che avrebbero spinto l'uomo a prendere la decisione di farla finita.

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