Venerdì, 18 Giugno 2021
Cronaca

"No, no, no!”: l’ultimo, disperato grido di Simone prima della tragedia

Lo scioccante racconto delle operazioni di recupero di Simone La Terra, l'alpinista morto in Nepal dopo essere precipitato per oltre 800 metri

Simone La Terra (Fonte: Facebook)

"No, no, no!": questo l'ultimo grido disperato di Simone La Terra, l'alpinista morto a 36 anni mentre stava scalando un 8mila in Nepal. Un attimo dopo la sua tenda è stata spazzata via da una folata di vento, trascinandolo con sé: un volo di circa 800 metri che non gli ha lasciato scampo. Una tragedia che si è consumata sotto gli occhi del compagno di scalata: Valdi Kovalewski.

Gli istanti precedenti al drammatico incidente, così come le operazioni di ricerca e di recupero della salma del 36enne (originario di Castiglione e di casa a Pozzolengo), sono state raccontate dagli amici dell’alpinista sul sito specializzato Montagna.tv. Di seguito il resoconto di quanto accaduto tra il 28 e il 30 aprile sulle nevi dell'Himalaya.

28 aprile 2018: "Alle 11 Simone La Terra e Valdi Kovalewski stanno salendo sulla cresta nord-est del Dhaulagiri, il loro obiettivo è quello di acclimatarsi per un tentativo imminente di vetta senza ossigeno. A 6.976 metri, Simone decide di fermarsi e di piantare lì la tenda mentre Valdi sceglie di passare la notte ad una quota più alta per poter affrontare con maggiore sicurezza la cima. Intorno alle 13 Simone chiama con la radio il campo base. Il posto dove ha messo la tenda è ripido e stretto ed è attaccato con l’imbracatura alla corda fissa. Dice che i suoi piedi penzolano quasi nel vuoto e per questo lo sgridiamo. Più tardi, alle 17, non riusciamo a metterci in contatto con Simone. Pawel dice di avere una cattiva sensazione, ma non gli diamo tanto peso..."

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