Cronaca Via Carlo Alberto, 32

Moniga, famiglie sotto sfratto: «Gli inquilini sono tutti abusivi»

La proprietà dell'immobile di Via Carlo Alberto torna sulla questione per chiarire alcuni punti: i contratti precedenti non sono regolari, le case sono occupate abusivamente. Il 4 ottobre la nuova notifica di sfratto

In relazione ai fatti accaduti lo scorso 17 luglio, con la notifica di sfratto esecutivo per cinque famiglie residenti in Via Carlo Alberto a Moniga del Garda, la proprietà dell’immobile torna sulla questione per chiarire alcuni punti a quanto pare travisati. In particolare, si pone l’accento sulle dinamiche di affitto e di acquisizione dell’immobile: oggetto di procedura esecutiva immobiliare fin dal 2007, è stato regolarmente acquistato dall’attuale proprietà nel corso di asta tenutasi il 21 settembre del 2012. Lo stesso immobile, come periziato e come risultante da relazione di notaio, era “privo di occupanti muniti di regolare titolo e contratto di locazione”.

Le cinque famiglie sarebbero dunque in occupazione abusiva e lo sfratto non si legherebbe ad una problematica di morosità ma ad una vera e propria mancanza di un contratto regolare. Da quanto si evince infatti, i contratti che gli inquilini avrebbero sottoscritto con la vecchia proprietà sarebbero tutti fuori norma poiché emessi a seguito della notifica di pignoramento dell’intero immobile. “In data 16 ottobre 2012 – si legge in una nota – la proprietà si è informalmente presentata presso gli occupanti per comunicare che, stante lo stato di assoluta mancanza dei requisiti di legge per la concessione di abitabilità, l’immobile doveva essere adeguato attraverso un complesso intervento (preventivato in circa 6 mesi di lavoro) e che gli occupanti stessi avrebbero dovuto reperire altri alloggi”.

Una liberazione volontaria, spiegano, con la concessione di “ampi margini di tempo”. Un paio di mesi dopo, ad inizio dicembre, la proprietà ha incontrato anche l’amministrazione comunale di Moniga, e in particolare il sindaco Lorella Lavo, comunicando alle istituzioni che “intenzione della proprietà era di procedere alla liberazione dell’immobile per eseguire gli interventi necessari”. Con l’inizio del nuovo anno anche il Tribunale di Brescia emetteva decreto di trasferimento di proprietà dell’immobile, “in cui si ingiungeva alla parte esecutata e a chiunque deteneva senza titolo detto immobile di immediatamente rilasciare, alla società aggiudicataria, liberi da persone e cose, gli immobili in oggetto”.

Agli inizi di giugno, infine, la notifica di sfratto. “Gli occupanti e le istituzioni – spiegano i proprietari – erano quindi pienamente a conoscenza della vicenda. Non si tratta di uno sfratto per morosità ma di una procedura completamente diversa”. Procedura che, come anticipato, prevede la completa ristrutturazione dell’immobile: non è dotato di alcun impianto di riscaldamento (ci sono i caloriferi ma la caldaia non funziona) e “ogni inquilino si è arrangiato come meglio poteva, con stufe a legna o a gas prive dei requisiti di legge di sicurezza, con non pochi e realistici pericoli per gli occupanti”. Infine, manca pure la regolare fornitura di acqua.

“Purtroppo molto tempo è passato dal primo colloquio – fanno sapere dalla proprietà – senza che il minimo gesto di buona volontà fosse compiuto. Si è quindi proceduto come da disposizioni di legge. E così si procederà qualora si arrivi al 4 ottobre (la data del rinvio accordata in luglio, NDR) con l’immobile ancora occupato”.

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