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Hotel Sirio, dopo lo sgombero di nuovo in piazza per l'emergenza sfratti

Sabato pomeriggio attivisti e occupanti scendono in piazza per ribadire "il diritto alla casa e all'abitare". Le testimonianze degli occupanti, la richiesta del Comitato contro gli Sfratti: "Emergenza abitativa, moratoria subito"

Lo sgombero era nell’aria, questo lo sapevamo. Ma non ci aspettavamo arrivassero proprio di lunedì, e proprio all’inizio di una delle settimane più fredde dell’anno.

Sensazioni condivise tra gli occupanti dell’Hotel Sirio di Via Capriolo, pochi giorni dopo lo sgombero operato dalla Questura, e ieri nella sede di Radio Onda d’Urto due nuove testimonianze. Luigi, ingegnere civile di 45 anni, senza lavoro prima e senza casa poi, l’Hotel Sirio come unica spiaggia “perché non me la sentivo proprio di dormire sui treni”. E le forze dell’ordine che “ci avevano promesso una sistemazione e poi invece niente, ci hanno preso in giro”. Dario invece di anni ne ha 54, senza casa dal 2010 e tanti passaggi tra cooperative e associazioni, fino al dormitorio cittadino “dove ho visto tante cose brutte, l’ho riferito ai NAS, il Comune allora mi ha buttato fuori”. Insieme ad altri condividono l’esperienza dell’occupazione, due mesi durante i quali “l’Hotel Sirio come una famiglia, un’opera di lavoro dal grande valore umano tra integrazione e responsabilità condivise”, quando invece “il Comune non fa niente, e i deboli li aiuta solo sfrattandoli”.

Sabato 19 “la risposta naturale allo sgombero”, come deciso dall’assemblea di lunedì sera al Magazzino 47, racconta Michele Borra del Centro Sociale Autogestito, “uno sgombero politico e un attacco molto grave, proprio nella settimana più fredda, mentre a Brescia sono ancora centinaia le persone senza casa, l’emergenza abitativa è la prima e più concreta dimostrazione dell’effetto della crisi”. In città e in Provincia, aggiunge Umberto Gobbi, “ci sono 30mila vani abitabili vuoti, su tutti il terreno provinciale, e almeno 6mila appartamenti sfitti o abbandonati solo a Brescia”.

La mobilitazione allora “non può che proseguire”, spiega invece Claudio Tacciolo del Comitato provinciale contro gli Sfratti, negli ultimi due anni “i nostri picchetti hanno tenuto in casa le famiglie, in un duro corpo a corpo con la crisi”, un’azione coordinata e per tutta la Provincia, vedi Coccaglio dove “abbiamo combattuto anche con le menzogne del Comune”, e dove si terrà un’assemblea entro la fine di gennaio, oppure la ‘ricca’ Orzinuovi e le sue contraddizioni, “bambini costretti a crescere in moderne caverne, fredde e buie, a 50 metri dal municipio”,

Insomma “non si può far altro che resistere”, e l’Hotel Sirio che da simbolo era diventato garanzia, “un’area liberata in cui la solidarietà e la fratellanza andavano ben oltre le semplici statistiche”, il tutto accompagnato da proposte concrete, un centro d’emergenza e d’accoglienza tra San Polo e Sant’Eufemia, e perché no anche la torre Tintoretto, “pensare di abbatterla è un pensiero criminale”. Intanto al Carmine non si vedono più gli striscioni che ‘urlano’ del diritto alla casa e all’abitare, “parole semplici ma piene di significato”, in attesa di una nuova locazione, in attesa della tanto richiesta moratoria.

“Nessuna forza politica ha ancora presentato un progetto politico che prevede un tentativo di arginamento di questo terremoto sociale – conclude Tacciolo – Non possiamo più accettare che una società in cui rispetto al diritto dell’essere umano prevale il diritto alla proprietà”. In effetti non sono poi così pochi i motivi che suggeriscono di provare almeno a cambiarla, questa società.

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