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Iushra, stop alle ricerche, ma il papà spera ancora: «Cerchiamola altrove»

Le ricerche intensive sono terminate, ma non la speranza di ritrovarla, magari con l'aiuto dei turisti

Ricerche finite. Dopo dieci intensissimi giorni di ricerche senza sosta, con il sopraggiungere del buio, ieri, il campo base allestito a Serle ha iniziato a svuotarsi. In dieci giorni sono stati setacciati 750 ettari di bosco e controllati 135 tra anfratti e grotte: tutto ciò che poteva essere fatto è stato portato a termine. 

Sul campo c'erano i migliori professionisti (giunti anche dall'estero) e le migliori strumentazioni (gps, droni, elicotteri) a disposizione, il dispiegamento di forze è stato davvero eccezionale, ma della piccola Iushra non c'è traccia, pare essere stata misteriosamente inghiottita dal bosco. Da oggi è nuovamente possibile l'accesso all'Altipiano da parte di turisti ed escursionisti. Sul posto rimarranno comunque due presidi, seppur ridotti, quelli di Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco, con i volontari pronti ad intervenire in caso di bisogno.

Nel frattempo, seppur con la tristezza nel cuore, il padre di Iushra, Mohamed Liton Gazi, non vuole darsi per vinto. L'uomo dopo dieci giorni di permanenza sull'Altipiano ha voluto lanciare un nuovo appello, invitando tutti a non mollare, e a segnalare immediatamente ogni avvistamento di ragazzine che potrebbero assomigliare alla figlia. Ringraziando tutti i volontari, Mohamed ha invitato chi vive nei paesi limitrofi a tenere alta l'attenzione. 

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