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Polemiche a Sellero: ecosostenibile e invece no. La rettifica di Legambiente

Il rapporto annuale sulle rinnovabili riconosce a Sellero il grande impegno negli investimenti energetici ecosostenibili. Ma l'opposizione non ci sta, e si accende la polemica: Legambiente indaga e ritira ogni riconoscimento

Succede tutto in una settimana, e il piccolo Comune di Sellero da grande esempio di ecologia e sviluppo sostenibile diventa invece un Comune assai poco virtuoso, alle prese con qualche debituccio di troppo e con un gestione dei propri impianti energetici tutta da rivedere. Ad aprire le danze l’annuale rapporto di Legambiente sulle energie rinnovabili: anche per il 2012 la municipalità camuna si sarebbe confermata tra i Comuni più attenti all’ambiente e, soprattutto, rinnovabile al 100% grazie al teleriscaldamento a biomasse. Tanto che, si legge nel rapporto, “il Comune bresciano spicca come miglior esempio di innovazione ambientale”.

In effetti un po’ di verità c’è, e l’impianto una volta gestito dalla controllata comunale TSN era stato già apprezzato da più parti, un progetto sperimentale che a detta della maggioranza in giunta avrebbe ottenuto il massimo della resa, con il minimo della spesa. “Abbiamo sostituito i vecchi camini che sbuffavano gasolio con una sola struttura – ha infatti dichiarato il primo cittadino Giampiero Bressanelli – tra l’altro super controllata 24 ore su 24. Abbiamo fatto una cosa molto importante per i cittadini. E in 6 o 7 anni (dal 2003) abbiamo ampiamente recuperato la spesa”.

Peccato che l’opposizione della civica Tempi Nuovi non l’ha mai pensata così, e nemmeno per un secondo. E perfino Il Sole 24 Ore ha voluto investigare sulla polemica, riconoscendo l’impegno nelle rinnovabili di Sellero ma riconoscendo anche i problemi economici derivati da questo investimento: “Sellero più pulita ma indebitata fino al collo”. Un articolo forte che riporta anche le dichiarazioni dell’opposizione: “Il Comune ha perso circa 240mila euro, a cui si aggiungono altri 200mila euro di mutui che dobbiamo finire di pagare entro il 2027”. Un classico botta e risposta da politica locale, che si conclude con il sindaco Bressanelli pronto a smentire gli avversari: “Abbiamo recuperato tutto, e se Legambiente ci premia ci sarà un motivo”.

Fino a qui tutto normale, o quasi. Ma, come annunciato nelle prime righe, Legambiente fa qualche indagine in più, e in breve tempo ritira ogni premio e ogni onorificenza, una secca rettifica in cui viene chiamato in causa perfino il presidente lombardo della prima associazione ambientalista d’Italia. “La valutazione fatta basata su analoghe centrali dell’arco alpino – si legge in una nota ufficiale firmata da Damiano Di Simine – non ha adeguatamente considerato la specificità dell’approvvigionamento dell’impianto di Sellero Novelle, che effettivamente utilizza biomasse di origine locale solo per una parte minoritaria dell’alimentazione energetica”.

Altro problema che si aggiunge alle polemiche, biomasse di origine sospetta e addirittura (qualche anno fa) la scoperta che nel materiale di combustione utilizzato dall’azienda sono state rinvenute varie tipologie di scorie plastiche. “Il dato è francamente sconcertante – ancora Di Simine – per un impianto collocato all’interno di una valle che non è certo povera di risorse forestali utilizzabili entro una filiera industriale di trasformazione che preveda anche l’impiego di residui della lavorazione legnosa in impianti di produzione energetica”.

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