La scuola che non va: dalla carta igienica ai «disabili portati in braccio»

Gli istituti della città di Brescia al quartultimo posto della graduatoria Lombarda. Il preside Cinque: "La scuola di tutti sta affondando". La testimonianza di una mamma: "Non devono essere i bimbi a pagare"

Paola è una giovane mamma bresciana, i suoi due figli vanno alla primaria Bertolotti di Fornaci, dell’istituto comprensivo Franchi Sud 2. “La nostra è una scuola piccola, in qualche modo siamo riusciti ad arrangiarci. Ci mettiamo d’accordo per comprare la carta per le fotocopie, siamo riusciti addirittura a riorganizzare l’aula d’informatica grazie ad alcuni computer recuperati da una dismissione presso l’Università Cattolica, poi riprogrammati dagli stessi genitori. Ma non tutti sono così fortunati. Ci sono scuole dove manca la carta igienica, dove bisogna fare colletta per comprare i detergenti, scuole che non riescono a pagare la supplenza ai docenti e che dunque sono costrette a ‘scorporare’ i bambini in più classi. Il Comune lo scorso anno ha azzerato i fondi per il diritto allo studio, ha ridotto all’osso quelli relativi all’alfabetizzazione: non è difficile immaginare le difficoltà in quegli istituti dove l’80% dei bambini è straniero, o in quelle classi dove su 19 alunni 17 sono figli di immigrati”.

Ci sono volute più di 4500 firme, vari presidi e diverse azioni di protesta da parte del Coordinamento SOS Scuola per ottenere un primo magro ripensamento da parte del Comune di Brescia. Ma il rapporto lombardo sulla qualità della scuola redatto da Tuttoscuola non sembra trovare alibi alcuno: “Le scuole del Comune di Brescia risultano essere al 64mo posto su 68 Comuni lombardi con più di 20mila abitanti, una pessima posizione dovuta in particolare alla penuria di risorse e strutture”. In un ormai (de)cadente auditorium presso la scuola Bettinzoli di Via Caleppe il Coordinamento ha espresso nuove perplessità su una situazione più volte definita come insostenibile. “Non ci sono investimenti sovrastrutturali, mancano perfino gli strumenti basilari per una sana e moderna attività – ha spiegato Salvatore Cinque, direttore amministrativo per l’istituto comprensivo Sud 1 – Manca un progetto complessivo, mancano i fondi e le intenzioni, quello che ci siamo sentiti dire più spesso è che dovremmo imparare ad arrangiarci. Non ho mai visto un assessorato così assente come quello degli ultimi cinque anni. Alle nostre richieste, mai una risposta”.

Un lungo elenco di strutture ed istituti su cui sarebbe meglio intervenire, va bene la lampadina spenta perché rotta o il bagno che non funziona. Un po’ meno bene, spiegano dal Coordinamento genitori, “che alla scuola Deledda di Chiesanuova siano 12 anni che i bimbi non possano utilizzare i giardini perché contaminati da PCB, e debbano adattarsi a passare la ricreazione su una lastra di cemento, o che in altre non si possa bere l’acqua del rubinetto perché piena di sostanze tossiche e nocive come il cromo esavalente”.  E l’umore generale non può essere dei migliori: “Ho visto mamme piangere perché non potevano permettersi la mensa o i libri – continua Cinque – Ho visto edifici vecchi e fatiscenti dove più volte si è rischiato l’incidente. Ho visto bambini disabili portati in braccio sui tre piani della Crispi, perché ad oggi non c’è ancora un ascensore. Il nostro vuole essere un accorato grido d’allarme, la scuola di tutti sta affondando”.

Un malumore “insopportabile” per tanti, troppi genitori, classi pollaio e ragazzi ammassati, maestre ammalate e sostituite solo a metà, magari per qualche ora, insegnanti di sostegno ridotti o addirittura ‘eliminati’. “Tutto è peggiorato, con la riforma Gelmini – ci racconta ancora mamma Paola – quasi a voler proporre un’idea diversa di società, non può essere solo ignoranza. Quasi a voler riproporre un antico classismo, l’elite si merita una formazione di un certo livello, agli altri tocca invece quello che capita. La dote scuola per gli istituti privati e intanto i tagli ai fondi per la disabilità, fino alle materne in cui se non paghi la mensa sei automaticamente escluso dalla scuola stessa. Ma perché prendersela con i bambini? Perché punire il genitore colpendo degli innocenti senza alcuna responsabilità?”.

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In attesa del nuovo bilancio, ancora rinviato, e delle risorse che da esso poi saranno dirottate alla scuola e all’istruzione.

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