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Cronaca

Sciopero contro la manovra: treni, bus e metro a rischio anche nel Bresciano

L'agitazione indetta da Cgil e Uil contro la legge di bilancio del governo, giudicata "socialmente iniqua".

Venerdì nero per i trasporti pubblici, anche nella nostra città e in provincia, a causa dello sciopero generale nazionale indetto da Cgil e Uil per protesta contro la manovra economica varata dal governo di Giorgia Meloni. Come sempre i maggiori disagi potrebbero verificarsi per i mezzi di trasporto, ma potrebbero incrociare le braccia anche i lavoratori della pubblica amministrazione e della scuola. 

Per quanto riguarda i trasporti, i primi a fermarsi sono i ferrovieri: a rischio le corse dei convogli regionali Trenord. "Nella giornata di venerdì 16 dicembre 2022 è stato indetto uno sciopero dalle ore 9 alle ore 13 che potrà generare ripercussioni anche sulla circolazione ferroviaria in Lombardia. Il servizio regionale, suburbano ed il servizio aeroportuale potranno subire variazioni e cancellazioni", ha annunciato Trenord. "Le fasce orarie di garanzia non saranno interessate dall’agitazione sindacale ed inoltre arriveranno a fine corsa i treni con partenza prevista da orario ufficiale entro le ore 9 e che abbiano arrivo nella destinazione finale entro le ore 10". 

Lo sciopero dei dipendenti Italo va in scena tra le 9.01 e le 16.59. "Al fine di diminuire i disagi causati ai viaggiatori", la stessa Italo ha pubblicato una lista dei treni che saranno garantiti venerdì 16 dicembre. 
Poi è la volta dei mezzi di Brescia Mobilità: l'azienda informa che bus e metro di Brescia e gli autobus di Desenzano potrebbero subire modifiche dalle 17.30 alle 21.30.

Le ragioni dello sciopero

Ma quali sono i motivi dell'agitazione? A spiegarli sono le stesse sigle sindacali in una nota congiunta. "Quattro ore di sciopero indette da Cgil Lombardia e Uil Lombardia il 16 dicembre per dire no alla manovra del Governo. La decisione arriva dopo il rifiuto di ascoltare le precise proposte che sono state avanzate a livello nazionale dai sindacati confederali dopo l’incontro con la presidente del consiglio lo scorso 9 novembre", si legge.

"Era stato chiesto un taglio del cuneo fiscale, la detassazione delle tredicesime, la detassazione degli aumenti contrattuali e la detassazione degli accordi di secondo livello, l’uscita flessibile a 62 anni e il riconoscimento della diversa gravità dei lavori e del lavoro di cura. Su questi ed altri temi la bozza di legge di bilancio non dà risposte significative, anzi peggiora le condizioni dei più poveri e dei precari", rimarcano Cgil e Uil. 

"L'aumento dei voucher a 10mila euro e l’allargamento della platea dei prestatori sono un fatto gravissimo che precarizza i rapporti di lavoro, riduce tutele e diritti e indebolisce la contrattazione in settori strategici per l’economia dell’Italia. Cgil e Uil giudicano gravissima l’estensione della flat tax fino a 85mila euro, ma anche l’ennesimo condono fiscale, l’aumento del tetto all’utilizzo del contante, l’esenzione dell’uso del Pos fino a 60 euro, il depotenziamento della tassa sugli extra profitti, il superamento del reddito di cittadinanza. Mancano ri- sorse per i rinnovi dei contratti della scuola e del pubblico impiego. Sulle pensioni, non si modifica la legge Fornero e si cambia senza alcun confronto preventivo il meccanismo di indicizzazione delle pensioni in essere", concludono le sigle.

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