Esche killer sulla ciclabile: cucciolo di cane muore avvelenato

Il cane, un akita, aveva solo 6 mesi: nonostante la corsa dal veterinario per lui non c'è stato nulla da fare

Aveva solo sei mesi ed è morto tra atroci sofferenze, a causa di un boccone avvelenato. È il tragico destino di un cucciolo Akita (razza di cani giapponese): nonostante la padrona lo abbia portato immediatamente dal veterinario per lui non c'è stato più nulla da fare. 

L'episodio, l'ennesimo che si registra nel Bresciano, è avvenuto il giorno di San Valentino a Sarezzo, lungo la pista ciclabile che scorre accanto al fiume Mella. Stando a quanto raccontato dai padroni sui social, il cucciolo avrebbe trovato e ingoiato un boccone di carne avvelenata nei pressi del cimitero di Zanano. La padrona si sarebbe accorta e avrebbe tentato di far rimettere l'esca al cagnolino, senza però riuscirci.

Una volta rincasato, il cane avrebbe cominciato a stare male, presentando i classici sintomi dell'avvelenamento: tremore e bava alla bocca. Inutile la corsa dal veterinario: per il cucciolo non c'è stato nulla da fare ed è spirato poco dopo l'arrivo in clinica. Il medico ha poi confermato che a causare il decesso è stata un'esca killer.

Non è la prima vittima. Solo un mese fa lo stesso destino era toccato ad una femmina di Labrador: aveva ingoiato un boccone avvelenato lungo la ciclabile del paese ed era morta dopo giorni di agonia.

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Sui social divampa la polemica e si alza la richiesta di maggiori controlli nella zona. Il triste episodio è stato segnalato anche all'amministrazione comunale e alle forze dell'ordine alle quali spetta il non facile compito di individuare il responsabile del crudele, oltre che criminale, gesto. Avvelenare un animale è infatti un reato ai sensi dell’art. 544-bis del codice penale: si rischia la reclusione da sei mesi a tre anni. 

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