Cronaca

267 tonnellate di scorie radioattive: nella "tomba" di cemento per 300 anni

A settembre la fine dei lavori, pochi giorni fa il trasferimento delle 267 tonnellate di scorie radioattive (contaminate da cesio 137) delle Acciaierie Venete di Sarezzo: "dormiranno" almeno 300 anni

Foto d'archivio

Per sempre sotto terra, o quasi: si dice 300 anni almeno. A decine di metri di profondità, stoccate in un bunker inattaccabile, in cemento armato e altri materiali isolanti. Questo il destino delle oltre 267 tonnellate di scorie radioattive della Acciaierie Venete di Sarezzo: sono state finalmente sepolte.

Tutto era cominciato nel 2007: in fabbrica vennero fusi materiali metallici che però contenevano al loro interno del cesio 137, uno dei più noti isotopi radioattivi. Galeotto fu un carico arrivato dall'Est Europa: all'interno poche decine di grammi di cesio 137, quanto basta però per far scattare l'allarme contaminazione.

Un progetto lungo anni, portato a termine sul finire della scorsa estate. In questi giorni anche le scorie sono state definitivamente “tombate”. Vi resteranno a lungo, o forse no: esiste l'ipotesi di un nuovo spostamento ma solo se a livello nazionale venga attivato un “deposito unico” per i materiali contaminati.

Più facile a dirsi che a farsi. E intanto le scorie al cesio 137 resteranno nelle profondità della Valtrompia. Protette e controllate: il pericolo è pari a zero. Ci vorrà tempo, tanto tempo: il naturale decadimento dell'isotopo radioattivo. Per un solo grammo ci vogliono 30 anni: sarà una lunga attesa.

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