Cronaca

Omicidio Sana Cheema, tangente per manipolare i risultati dell'autopsia: due arresti

In manette un vice ispettore di polizia e un dipendente dell'Agenzia di Scienze forensi, avrebbero ricevuto 4500 euro per cambiare il rapporto dell'autopsia e far emergere che la giovane fosse morta per un malore

Sana Cheema

Una 'bustarella' da 4500 euro, chiesta e a quanto pare incassata da un vice ispettore di polizia e un dipendente dell'Agenzia di Scienze forensi del Punjab, per alterare il rapporto dell'esame autoptico di Sana Cheema -la 25enne bresciana uccisa in Pakistan lo scorso aprile - e 'insabbiare' un delitto atroce commesso proprio dai familiari della giovane: il padre e il fratello 

È quanto è emerso nelle scorse ore da un'indagine condotta dalla magistratura pakistana. Un estremo tentativo di corruzione orchestrato - a quanto pare - dalla famiglia della 25enne per nascondere il delitto  e attribuire la sua morte "a cause naturali". Dopo l'omicidio, Muhammad Naveed, su richiesta dei parenti di Sana,  avrebbe avvicinato il vice ispettore di polizia Maqsood Ahmad proponendogli una somma di denaro per alterare il rapporto dell'autopsia e attribuire la sua morte "a cause naturali". L'ispettore avrebbe poi preso contatto con un impiegato dell'Agenzia di Scienze forensi per mettere in atto il piano, al prezzo di 600.000 rupie (circa 4.500 euro).

Un piano evidentemente fallito, nonostante la cifra sia arrivata nelle mani dei due  arrestati: il rapporto dell'autopsia, che è stato poi reso noto, parlava infatti di morte per strangolamento. A quel punto Naveed avrebbe chiesto la restituzione dei soldi ai due funzionari. Al rifiuto dei due è scattata la denuncia, che ha portato agli arresti. Ora la Forza anticorruzione pakistana sta valutando se prendere misure restrittive anche nei confronti dell'uomo che ha cercato di aiutare la famiglia a nascondere l'omicidio di Sana. 

Secondo quanto ricostruito dalle indagini, Sana sarebbe stata strangolata dal padre e dal fratello (entrambi in carcere) per aver rifiutato un matrimonio combinato. Indagati altri membri della famiglia, tra cui la madre, gli zii e altri cugini.

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