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Il materiale rinvenuto sulla ciclabile di San Polo © Bresciatoday.it

Il materiale rinvenuto sulla ciclabile di San Polo © Bresciatoday.it

Una collina fatta di «scorie di fonderia»: i nomi degli imprenditori indagati

Sequestro di San Polo, le indagini proseguono: volti noti dell'imprenditoria bresciana tra gli indagati, tra questi Ettore Lonati, presidente del gruppo dell'acciaio tra cui Alfa Acciai

Traffico illecito di rifiuti. Questa l'accusa importante che emerge dalle indagini in corso a seguito del sequestro di un'intera collina (con annessa pista ciclabile) alle porte della città, a San Polo, che secondo gli inquirenti potrebbe essere stata interamente realizzata con scarti e scorie di fonderia.

I nomi degli indagati: Ettore Lonati, volto noto dell'imprenditoria bresciana e presidente dell'omonimo gruppo dell'acciaio con Alfa Acciai, e Arturo e Livio Bernardelli, il primo amministratore di Bernardelli Trasporti e il secondo di Novastrade.

L'accusa, appunto: traffico illecito di rifiuti. Tutto partirebbe da un prodotto, un granulato: l'Alfa Sinstone, che sarebbe stato venduto da Alfa Acciai a un prezzo compreso tra 50 centesimi e 1 euro a tonnellata.

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