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Martedì, 30 Novembre 2021
Cronaca San Polo

La Tintoretto da buttar giù: costi, sfratti, polemiche e.. amianto?

Anche Gian Antonio Stella scrive dei "tanti interrogativi sulla torre da demolire". Entro la fine dell'anno l'opera di demolizione, ma Cosentini e Giovanardi parlano del rischio amianto

La Tintoretto così non può restare, entro la fine dell’anno dovrà essere abbattuta. Il diktat del Comune per i palazzoni di San Polo si è concretizzato e ha preso la via dell’ufficialità, il primo passo di un serio progetto di rinnovamento che dopo la torre in oggetto porterà alla demolizione della Cimabue, e forse della Michelangelo. “Le torri di San Polo sono il punto debole della nostra città – ha detto infatti il sindaco Adriano Paroli – Il livello di vivibilità è quotidianamente al di sopra di ogni limite di tolleranza”. Per non parlare dei costi, continua il primo cittadino, “ogni torre, solo di portierato sociale, ci costa almeno 200mila euro all’anno”. A cui si aggiungono “le spese ordinarie e straordinarie, la manutenzione e il riscaldamento”.

Sarà un Natale diverso, questo è certo, per la trentina di famiglie che ancora abita il palazzone Tintoretto. Una topica di cui tutti parlano, e non solo a Brescia, perché anche il buon Gian Antonio Stella dalle pagine del Corriere nazionale ha scritto di “quel bestione di cemento armato dove a metà degli anni ’80 furono concentrate tutte le famiglie in testa alle liste d’attesa per le case popolari”. Graduatorie di un certo tipo, “che vedevano ai vertici i nuclei spesso più disadattati e problematici”.

Così la maggioranza compatta continua a parlare di degrado insostenibile, e della necessità di “un risanamento urbanistico e sociale”. Dal costo alquanto discreto, almeno 20 milioni di euro tra Comune di Brescia e Regione Lombardia, oltre ai soldi di sistemazione del terreno, e agli investimenti per trasferire le famiglie, per ristrutturare o addirittura costruire nuovi appartamenti.

E un altro fantasma che si aggira tra i casermoni dell’Aler, la ‘puzza’ di amianto su cui il consigliere Alfredo Cosentini ha già presentato un’interrogazione, per sapere se quando tutto crollerà oltre alla polvere di cemento dalle intercapedini non possa anche fuoriuscire un po’ di quel maledetto eternit. In via ufficiale o meno, circolano tante versioni: Aler e Comune viaggiano a braccetto, di amianto proprio non ce n’è.

Ma il sospetto rimane, i documenti presentati in realtà non chiariscono fino in fondo. “Risposte generiche e blande, senza alcuna relazione tecnica o specialistica – aggiunge infatti Cesare Giovanardi, ex presidente IACP che da tempo si batte sulla questione – Una risposta banale per un problema che è invece fondamentale, e che potrebbe peggiorare la situazione critica di una zona altrettanto critica”.

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