San Felice del Benaco: più di 600 firme contro il nuovo Pgt

In vista della realizzazione di costose opere pubbliche in località Paludi l'ass. San Felice Più Felice e le minoranze presenti in Consiglio Comunale chiedono al sindaco Rosa e alla giunta di rispettare la volontà dei cittadini

Il Piano di Governo del Territorio fin dalla sua introduzione nel 2005 ha sempre provocato accese discussioni, prendendo in pieno l’eredità del ‘vecchio’ Piano Regolatore Generale, celebre strumento di pianificazione urbanistica che definisce l’assetto del territorio comunale in questione. Sul lago di Garda, e in Valtenesi in particolare, gli effetti della cementificazione sono stati più che evidenti, e la questione edilizia tiene banco da tempo senza che le ci siano mai state delle soluzioni rivelatesi poi effettivamente sostenibili. Sostenibili per la popolazione coinvolta, per i cittadini.

Torna così d’attualità anche per San Felice del Benaco, in cui si è acceso il dibattito comunale riguardo la possibile realizzazione di un nuovo parco urbano, con un possibile auditorium e alcune possibili sale polifunzionali nella località Paludi. L’intenzione del sindaco e della giunta sembra chiara, tanto che sul sito del Comune dallo scorso luglio si trova un “bando di gara mediante procedura aperta” che viaggia in direzione di una preliminare progettazione per i prossimi lavori nella già citata località.

Ma l’associazione San Felice più Felice e le tre minoranze presenti in Consiglio Comunale hanno avanzato più di qualche dubbio, tanto da presentare una “proposta di progetto per la riorganizzazione dei servizi pubblici comunali” con raccolta firme annessa, una raccolta firme che ha raggiunto e superato i 600 firmatari. Le proposte alternative non escludono la realizzazione o l’ampliamento delle opere pubbliche in fase di progettazione, anzi, ma pongono al centro del tema dibattuto la necessità di “non compromettere in via definitiva l’assetto del Comune”.

Il contestato Pgt sembra però destinato a non cambiare. “Sono state raccolte oltre 600 firme – fa sapere Simone Zuin dal suo blog Rosso di Sera – che confermano che quanto voluto dall’attuale amministrazione non è gradito dalla maggioranza dei cittadini. Le firme sono state depositate in Comune prima del 26 agosto, data in cui scadeva la possibilità di presentare osservazioni al Pgt”.

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Ma cosa è successo in realtà? “Il sindaco Paolo Rosa ha pensato bene di indire in piena raccolta firme e ad un mese esatto dallo scadere di presentazione di tali osservazioni un bando di gara scelta progettista, ribadendo così che le opere pubbliche interessate dal bando si faranno e si faranno dove dicono loro. […] Con questo atto si dà uno schiaffo alla volontà popolare, e si sminuiscono (quasi annientandole) le funzioni del Consiglio Comunale”.

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