Legato e imbavagliato, poi la moglie tenta la fuga in Marocco

Una giovane donna di origini marocchine lega il marito nel sonno immobilizzandogli gambe e braccia, poi tenta la fuga con la figlia piccola: obiettivo Orio al Serio, e un aereo per il Nord Africa

L'aeroporto di Orio al Serio

Aveva organizzato tutto nei minimi dettagli: un piano di fuga ben congegnato, per lasciarsi tutto alle spalle e scappare dall’Italia, ritornare in Marocco, suo Paese d’origine. Si è alzata nel cuore della notte, mentre il marito ancora dormiva: lo ha legato da capo a piedi, gli ha tappato la bocca con del nastro isolante. Poi, all’alba o poco più, si è allontanata da casa, con in braccio la sua bambina.

E’ stata fermata, poche ore più tardi, mentre cercava di raggiungere l’aeroporto di Orio al Serio, da dove si sarebbe dovuta imbarcare con un aereo in partenza alle 11.30. E per la giovane donna, di 24 anni, non finisce qui: è stata arrestata, e denunciata per sequestro di persona, sarà processata per direttissima.

Dall’altra parte, il marito. Un operaio di 34 anni che avrebbe sempre detto no al ritorno della moglie in Marocco. E che di punto in bianco si è trovato legato e imbavagliato, forse addirittura drogato per cadere in un sonno profondo.

Ha provato a divincolarsi, ha fatto un po’ di rumore nel muoversi, ha chiamato aiuto con la voce spezzata dal nastro adesivo. E’ stato un vicino ad accorgersi di lui, ad entrare in casa e a liberarlo: poi l’intervento dei Carabinieri, con la donna e la figlia che già aspettavano un amico, per raggiungere l’aeroporto.

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Indagini ancora in corso, sui fatti ‘concreti’, sui fatti pregressi. La bimba, per il momento, è stata affidata al padre; la giovane madre è ovviamente in carcere, in attesa di processo.

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