Venerdì, 17 Settembre 2021
Cronaca

Fallimento della Samos Costruzioni: 5 le persone arrestate

L’operazione ‘Domus aurea’ della Guardia di Finanza ha portato all’arresto di 5 persone, tre invece gli indagati. In carcere è finito il bresciano Daniele Rivetta, amministratore di fatto della Samos costruzioni srl.

© Bresciatoday.it

BRESCIA. Due anni di indagini, di analisi dei libri contabili e dei trasferimenti finanziari della Samos Costruzioni srl. hanno portato all’arresto dell’intero collegio sindacale, composto da tre professionisti napoletani, dell’amministratore di fatto e del rappresentate legale. Nel mirino dei militari del Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Brescia sono finite anche le mogli di due degli amministratori della società immobiliare - che ricoprivano una pozione in alcune società ad essa collegate - e sono attualmente indagate insieme ad un terzo amministratore. 

L’accusa è di bancarotta fraudolenta per distrazione preferenziale e da reato societario. In buona sostanza gli amministratori della Samos si sarebbero appropriati di beni e di disponibilità finanziarie dell’impresa, per un totale di 4 milioni di euro a fronte di un passivo di 6 milioni di euro, trasferendoli ad altre società, delle quali essi stessi facevano parte, e sottraendoli così ai propri creditori. 1,5 milioni di euro sarebbero stati invece elargiti ad alcuni creditori, illegittimamente favoriti a discapito di altri. 

Attività illecite ben note al collegio sindacale, che non solo non avrebbe svolto il proprio dovere omettendo di controllare l’operato degli amministratori e di segnalare i primi sintomi del dissesto finanziario, ma secondo gli inquirenti avrebbe anche spiegato le modalità per mettere in atto il disegno criminoso. Per questa ragione, i tre professionisti napoletani che componevano il collegio sindacale si trovano ora agli arresti domiciliari, insieme al rappresentate legale, il bresciano Bruno Chiari. Si tratta di Corrado Rezzuto, Maurizio Murolo e Aldo Gentile. L’amministratore di fatto della Samos, Daniele Rivetta, è invece finito dietro le sbarre. 

L’indagine della Guardia di Finanza - scattata nel 2013, quando  la società bresciana ha dichiarato il fallimento -  ha permesso di accertare che la Samos era sull’orlo del baratro già nel 2007, anno che si è chiuso con una perdita d’esercizio pari a 265 mila euro. Piuttosto che ricorrere ad un’iniezione di capitale, l’impresa immobiliare avrebbe finto di non avere alcun problema, dando si se l’immagine di una società florida, per poi cominciare a trasferire beni e somme di denaro ad aziende collegate agli amministratori o alle mogli di essi.  

Per legittimare i trasferimenti finanziari, sarebbero state emesse fatture false - come i 200 mila euro elargiti per la formazione del personale, quando di fatto la società non aveva dipendenti - e pagati canoni di leasing  su immobili di proprietà di altre aziende sempre collegate. Si tratta di 27 unità immobiliari site nei comuni di San Felice del Benaco e di Calcinato, del valore complessivo di 2 milioni di euro, che sono state sequestrate. 

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