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Messa in sicurezza del lago d’Idro. Comitati e associazioni: tutti contro

Oggi è il termine ultimo per presentare le possibili osservazioni all'Accordo di programma per la messa in sicurezza del lago d'Idro: comitati e associazioni ancora mobilitati, e una lettera al sindaco di Bagolino

Oggi è l’ultimo giorno utile per presentare le osservazioni riguardanti il progetto di messa in sicurezza del lago d’Idro, progetto contestato che nel marzo scorso venne già fortemente criticato dalle associazioni del territorio, con una bella intervista di Aldo Armani pubblicata proprio sulle pagine del nostro portale. La storia non è finita, anzi, e il 20 luglio scorso anche il sindaco di Bagolino Gianluca Dagani ha firmato il citato Accordo di programma, a cui ha fatto seguito un’assemblea pubblica andata in scena in quel di Ponte Caffaro, per ribadire la contrarietà della popolazione a un intervento che impatterà pesantemente sulle infrastrutture, sui punti singolari, sulla fruizione del tratto di passeggiata del lungolago.

“Le acque con i livelli di massimo invaso lambiranno il camminamento superiore alla rive – si legge testualmente nelle analisi degli effetti derivanti al progetto di messa in sicurezza – mentre la possibilità di fruire della passeggiata del lungolago, nel periodo di massimo invaso, sarà alquanto limitato poiché il livello di massima regolazione è pressoché coincidente con la quota del piano di transito”. In altre parole, il livello di massima regolazione viene segnalato a quota 370 metri, quando i livelli massimi utilizzati in questi anni come sperimentazione superano a malapena i 368 metri.

Una scelta pericolosa, sottolineano le associazioni, che con Lorenzo Pellizzari del Comitato Salviamo il Lago d’Idro hanno inviato una lettera al sindaco di Bagolino. Con una chiara ammonizione: se il progetto di messa in sicurezza viene lasciato nelle mani dei cosiddetti organi competenti, questo significa che “ne viene di fatto accettata la sottomissione alle determinazioni di quelli che verranno poi indicati”. E ancora, una richiesta precisa: “Chiediamo al sindaco e all’amministrazione di esprimere parere negativo e di non sottoscrivere l’Accordo di programma”, per presentare infine “un’osservazione di rigetto dei livelli previsti”.

Invece no, e tutto potrebbe rimanere in mano alla Regione, ai suoi progetti e alle sue intenzioni, la nuova galleria di scarico, le paratoie, la diga e il bacino artificiale. La storia non è finita, anzi, e i cittadini continuano a mobilitarsi: “La raccolta delle firme è tutt’ora in corso, e al momento hanno aderito oltre 500 abitanti di Ponte Caffaro, e oltre 300 forestieri”.

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