Sagrestano derubato nel parcheggio di scambisti gay: "Stavo solo indagando"

Al via giovedì mattina il processo per estorsione aggravata che coinvolge un pregiudicato tunisino di 25 anni: la vittima è un sagrestano 60enne di Cremona

Foto di repertorio

Era stato derubato da un tunisino pregiudicato in un parcheggio considerato “scomodo” perché nota tappa di scambisti omosessuali, non lontano dalla discoteca Centrale del Latte di Cremona: il giovane si era già fatto consegnare 1500 euro in contanti, ma continuava a chiedere soldi in cambio del suo silenzio. Altrimenti avrebbe raccontato tutto in chiesa.

Prenderà il via giovedì mattina il processo per estorsione aggravata che coinvolge un tunisino di 25 anni residente a Mestre, e già arrestato la scorsa prima vera, e un sagrestano di 60 anni di Cremona, la vittima delle minacce e dei reiterati tentativi di estorsione. L'episodio incriminato risale alla notte del 25 aprile scorso.

Stando a quanto raccontato dalla vittima, il 25enne si sarebbe avvicinato mentre il sagrestano era in macchina a fumare una sigaretta. Il giovane avrebbe chiesto l'accendino, il 60enne scende dall'auto per fargli accendere, in quel momento però gli cade il cellulare dalla tasca: tempo un attimo e il tunisino se ne sarebbe indebitamente appropriato.

L'arresto e il processo

Comincia da qui la lunga serie dei ricatti: il primo, da 1500 euro, per farsi riconsegnare il cellulare in cambio del silenzio. Ma al momento dello scambio il tunisino ritratta, vuole altri soldi, e ancora altri soldi. Le estorsioni si fanno sempre più minacciose, finché il sagrestano non si ribella e corre a denunciare l'accaduto ai carabinieri. E in effetti a pochi giorni dal fatto, ai primi di maggio, il 25enne viene arrestato per estorsione aggravata.

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Adesso si è arrivati al processo. Il sagrestano avrebbe sempre negato ogni tipo di coinvolgimento sessuale: la vittima ha sempre raccontato di trovarsi lì, in quel momento e in quel posto, solo ed esclusivamente per portare a termine un'indagine privata sull'eventuale presenza di preti e uomini di chiesa nel parcheggio degli scambisti omosessuali. Circostanza che adesso spetterà al giudice verificare.

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