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Casa in fiamme (foto d'archivio)

Casa in fiamme (foto d'archivio)

"Urlava disperato il nome del figlio, voleva rientrare in casa per salvarlo"

La tragedia a Sabbioneta, Mantova. Il piccolo Marco, 11 anni, è morto soffocato nella sua cameretta. La testimonianza shock di una vicina

"Gridava il nome di Marco, voleva rientrare in casa per salvarlo, come aveva fatto con il figlio più piccolo". È la testimonianza shock di una vicina di casa, raccolta dalla Gazzetta di Mantova, poco dopo la tragedia che si è consumata in una villetta di Sabbioneta in cui ha perso la vita un bimbo di soli 11 anni, a causa del rogo appiccato proprio dal padre.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l'uomo voleva vendicarsi della moglie, che aveva più volte manifestato l'intenzione di separarsi. Poco prima delle 17 di giovedì è entrato nella casa dove viveva la donna con i loro tre figli e ha appiccato il fuoco: le fiamme sono divampate proprio nella stanza di fronte a quella dove stava riposando l'11enne.

La donna era fuori casa: aveva appena accompagnato il figlio maggiore all'oratorio. Proprio mentre rientrava ha notato il marito a bordo di un furgone provenire dall'abitazione. Quando lui si è accorto della moglie, l'ha speronata, per poi fuggire. La donna, spaventata, ha avuto un tragico presentimento: così ha accelerato e quando è arrivata nei pressi di casa ha visto uscire del fumo dalla villetta. Si è precipitata all'interno e ha messo in salvo il bimbo più piccolo, che ha solo 4 anni, mentre non è riuscita a raggiungere la stanza da letto al piano superiore dove si era sviluppato l'incendio e ha quindi dato l'allarme.

Sono stati poi i vigili del fuoco a raggiungere l'11enne e a soccorrerlo. Le sue condizioni, però, sono apparse subito gravi. Trasportato all'ospedale Oglio Po di Casalmaggiore, è deceduto poco dopo. Nel frattempo il padre è stato fermato dalla polstrada.

I vicini li conoscevano di vista ma sapevano che la coppia aveva numerosi problemi: Gianfraco Zani, questo il nome dell'uomo, era stato allontanato dal giudice avrebbe dovuto tenersi almeno a 100 metri  di distanza da quella villetta.  La moglie e i tre figli erano tornati a casa da poco: negli ultimi mesi avevano vissuto in casa protetta, dopo che a settembre il 53enne imbianchino aveva picchiato sia lei che i tre figli. 

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