Cronaca

Pericoloso pedofilo rimesso in libertà per errore: in casa 700 foto di bambini

Arrestato dalla Polizia di Stato, è tornato in libertà per un errore: dopo una settimana, ora è di nuovo in carcere a Brescia il 61enne trovato in possesso di centinaia di oltre 700 foto e video di pedopornografia

E' tornato da pochi giorni in carcere a Brescia il 61enne mantovano – M.B. le sue iniziali, abita a Roverbella con l'anziana madre – che per la Procura poteva essere ai vertici della rete di pedofili sgominata poco più di un mese fa dalla Polizia di Stato, nell'ambito di un'operazione che si è conclusa con quattro arresti, denunce e sequestri di materiale pedopornografico in 16 province italiane.

Il 61enne M.B. figurava nell'elenco dei quattro arrestati, ma era stato subito scarcerato per un vizio di forma: un ritardo procedurale che gli aveva permesso di tornare in libertà. Nonostante la sua pericolosità: per gli inquirenti avrebbe potuto anche continuare nella sua crudele attività di adescamento di minori.

Liberato per sbaglio, ma ora di nuovo in carcere

Con successivo procedimento, è stato nuovamente arrestato, e trasferito in carcere mercoledì scorso. A latere della maxi-operazione di polizia, in tutta Italia, nelle disponibilità del 61enne di Roverbella erano stati recuperati (e sequestrati) oltre 700 foto e video di materiale pedopornografico. Tutto catalogato con la massima attenzione, e che veniva condiviso su internet e sulle chat di Whatsapp e Kik (un altro social network con funzione di instant messaging).

Le indagini della Polizia Postale, coordinate dalla Procura di Venezia, si erano concluse alla metà di ottobre con quattro arresti – oltre al 61enne mantovano anche un bresciano di 30 anni, un 40enne di Modena e un 50enne del Trentino – e un'altra dozzina di denunce, tra cui un ragazzo poco più di 20enne. 

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