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Ossicino le perfora l'esofago, muore dopo mesi d'agonia: i medici si difendono

Prosegue il processo – per omicidio colposo – sul decesso di Rosa Pesenti, 64 anni: morirà in ospedale dopo mesi di agonia

Morta per un ossicino, mentre mangiava lo spiedo: le avrebbe perforato prima l'esofago e poi addirittura l'aorta, provocandole la morte dopo cinque mesi di agonia. I fatti risalgono ormai a qualche anno fa: Rosa Pesenti, residente a Calcio e all'epoca 64enne, venne visitata due volte in pochi giorni all'ospedale di Chiari, il 19 e il 24 ottobre del 2014. Per la famiglia i medici non avrebbero fatto abbastanza: la donna infatti morirà nel marzo seguente, in un altro ospedale.

Medici a processo per omicidio colposo

Sono due i dottori del nosocomio bresciano finiti a processo per omicidio colposo: in questi giorni la difesa ha presentato una perizia che tenterebbe di scagionare i medici, perché in occasione delle prime visite non sarebbero stati riscontrati sintomi tali da far sospettare la presenza di un corpo estraneo, appunto l'ossicino.

Per i familiari, invece, i sanitari avrebbero rifiutato di sottoporre Rosa Pesenti a una gastroscopia, nonostante le richieste della figlia, diagnosticandole una semplice gastrite. Grazie a una terapia farmacologica, la donna nei giorni successivi starà meglio. E così sarà anche dopo la seconda visita in ospedale. Ma con il passare delle settimane la situazione peggiorerà irrimediabilmente. Fino al decesso.

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