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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cronaca Chiari

Uccisa da un ossicino dello spiedo: a processo i medici che l'hanno curata

Sono accusati di omicidio colposo i due medici del Mellino Mellini di Chiari che primi ebbero in carico la paziente Rosa Pesenti, morta qualche mese più tardi

Uccisa dalla scheggia di un ossicino dello spiedo che aveva mangiato in casa: le era rimasta in gola così a lungo, per più di una setimana, tanto da perforarle l'esofago e l'aorta, provocandole appunto la morte. I familiari della vittima hanno fatto causa ai medici che l'avevano curata in principio, dimettendola e rassicurandola sulle sue condizioni. Ora si è arrivati al processo, avviato poche ore fa a Brescia: la prossima udienza sarà in ottobre.

Vittima di quello che per i familiari è un evidente caso di malasanità fu la bergamasca Rosa Pesenti, morta nel 2015 quando aveva 64 anni. Abitava a Calcio, si presentò all'ospedale Mellino Mellino di Chiari per via di un fastidioso dolore alla gola, probabilmente provocato da un frammento di osso che le era rimasto incastrato.

La tragedia in ospedale

Dopo vari accertamenti, venne dimessa: ma i dolori sono proseguiti, e Pesenti si è presentata in ospedale altre due volte, e sempre è stata dimessa. Al quarto ricovero, all'ospedale Giovanni XXIII di Bergamo, i medici riconobbero invece l'origine del male: venne subito operata, ma le complicazioni portarono alla morte, qualche settimana più tardi, dopo una lunga agonia.

A processo sono finiti i medici del Mellino Mellini di Chiari che per primi l'ebbero in cura. L'accusa contesta una negligenza dei dottori a cui si era rivolta, che avrebbero dunque sottovalutato un problema. Sono due i medici imputati, accusati di omicidio colposo: il terzo,  che era stato iscritto nel registro degli indagati, è stato prosciolto da ogni accusa.

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