Cronaca Roncadelle

Rapinato fuori dal centro commerciale: è la seconda volta in pochi mesi

Un’altra rapina fuori dal centro commerciale Elnòs

Giovedì sera, come lo scorso dicembre, Stefano (nome di fantasia) è tornato a casa in preda nello sconforto e senza qualcosa, dall'inestimabile valore affettivo, che gli apparteneva. Il pomeriggio di shopping al centro commerciale Elnòs di Rocadelle per il 15enne si è trasformato, di nuovo, in un incubo: mentre attendeva il bus per rientrare nel paese della Bassa Bresciana dove vive, sarebbe stato rapinato da un coetaneo. Nessun pestaggio questa volta, per fortuna, come invece accaduto lo scorso 30 dicembre quando l'adolescente e l’amico erano stati presi a calci e pugni da una banda di ragazzini.

Rapinato per due volte fuori da Elnòs

A raccontare l’ennesimo episodio violento, avvenuto ancora alla fermata degli autobus situata a pochi metri dal polo dello shopping  - in via Vittorio Emanuele a Roncadelle - è ora, come allora, la madre della giovanissima vittima.  "Mio figlio stava aspettando il bus, quando un ragazzo si è avvicinato con la scusa di chiedere informazioni sulle corriere", ci racconta (al telefono) la donna. Proprio mentre si aprivano le porte del pullman e il 15enne si accingeva a salire "è stato aggredito alle spalle: gli ha strappato la collanina d’oro, regalata dal bisnonno defunto, che portava sempre al collo", spiega ancora la madre della vittima.

Tutto sarebbe accaduto in pochi attimi, verso le 17.30 di giovedì 6 luglio: "Mio figlio non ha avuto nemmeno il tempo di reagire: il ladro aveva già scavalcato una recinzione e si era dileguato".

"Mio figlio ha paura: non vuole più avvicinarsi alla città"

Amareggiato e spaventato, il 15enne ha poi riferito l’accaduto ai genitori: "Mamma tu mi dici che devo essere sempre corretto e rispettoso, che a comportarmi bene mi torna indietro del bene: ma io come faccio a crederci, quando per due volte di seguito e sempre nello stesso posto sono stato rapinato?”, ha detto il giovane alla madre non appena varcata la soglia di casa.

Alla rabbia si aggiunge la paura: "Siamo punto e capo: dopo la prima rapina, mio figlio ci aveva messo mesi per ritornare a uscire dal paese con gli amici e adesso non vuole più avvicinarsi a Brescia: nemmeno per incontrarsi con i compagni di scuola". E si somma pure la rassegnazione dei genitori, che questa volta hanno deciso di non sporgere denuncia ai carabinieri: "Mi avrebbero ripetuto le stesse frasi dette sei mesi fa: che tanto sono minorenni e non possono fare nulla", conclude la donna.

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