«Green Hill chiuderà», Vittoria Brambilla in piazza a Roma con gli attivisti

"La fabbrica di morte chiuderà sicuramente, il punto è solo quando - ha dichiarato Vittoria Brambilla -. Non possiamo accettare che migliaia di beagle vengano cresciuti per finire la propria vita sui tavoli dei laboratori di mezza Europa"

E' arrivata fino al cuore della politica, sotto il palazzo di Montecitorio, la protesta per chiudere l'allevamento Green Hill di Montichiari, nel bresciano, l'unico in Italia dove vengono cresciuti cani di razza beagle destinati alla vivisezione.

Dopo i cortei, gli scioperi della fame e le arrampicate sui tetti dei capanni dove sono reclusi i cani, una cinquantina di attivisti - lombardi e laziali, liguri e campani - si sono dati appuntamento a Roma per chiedere al Parlamento di portare avanti l'iter legislativo che sancirà il divieto di allevare animali da laboratorio in Italia. Tra loro l'ex ministro Michela Brambilla, presente a Roma come a tutte le manifestazioni lombarde, che ha voluto ribadire il proprio impegno per la causa.



La chiusura, ha spiegato la parlamentare Pdl, potrà avvenire a seguito dell'inchiesta della Procura, nata da una sua denuncia, che sta portando alla luce "tante irregolarità" nell'allevamento bresciano di proprietà della multinazionale Marshall. Oppure sarà la legge a smantellarlo.

In aula, infatti, dovrebbe arrivare a breve "l'emendamento alla legge comunitaria che vieta in Italia l'allevamento di cani, gatti e primati per la vivisezione". La vivisezione nei laboratori farmaceutici, ha sottolineato Brambilla, "va superata con l'uso di metodi alternativi, a cui l'emendamento destina finanziamenti. Gli unici test sugli animali che non si possono ancora evitare riguardano alcuni tossicologici sul ratto, tutti gli altri posso essere sostituiti". Sul tema "ho voluto incontrare Balduzzi per capire la sua posizione. Il ministro della Salute sosterrà l'emendamento. Gli ho chiesto di impegnarsi perché in Aula l'iter sia veloce e ha garantito il suo impegno".

Impegno confermato da Balduzzi, che tramite il suo portavoce ha garantito la "massima attenzione al problema". La legge nazionale potrebbe anche essere battuta sul tempo da quella lombarda. Il governatore Formigoni, infatti, il mese scorso aveva fatto sapere che allo studio della Regione c'era una legge volta a vietare l'allevamento di animali destinati alla vivisezione. "Lunedì scorso ho parlato con Formigoni - ha dichiarato Brambilla - e mi ha assicurato che entro una settimana il testo sarà pronto per essere discusso".

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